Agosto: “Mastella non mi ha mai messo veti sulla mia azione critica nei confronti di De Luca”

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Una candidatura che parte da Salerno con lo scopo di rappresentare un territorio nell’ambito di una coalizione moderata e centrista, guidata da Clemente Mastella. È la proposta di Oreste Agosto, candidato alla Camera, nel collegio uninominale di Salerno e sul proporzionale, con la formazione “Noi di Centro”. Secondo Agosto, le storiche battaglie contro l’amministrazione deluchiana con l’attuale posizionamento nell’ambito di un centro moderato, non sono incompatibili: “Il partito di Mastella – commenta – non ha mai posto un veto sulle mie azioni di contrasto ad un sistema provinciale”.
Avvocato Agosto, la sua candidatura parte, indubbiamente, da Salerno, città nella quale è partito il suo impegno prima civico e poi politico. Cosa l’ha spinta a “sposare” il progetto moderato di Clemente Mastella?
“Parto da Salerno, dal viaggio in Italia di Guido Piovene degli anni 50, “Salerno, la città capoluogo di una delle nostre province più belle e ricche d’arte deve essere guardata da un angolo soprattutto pratico. Salerno è diversa da Napoli, nell’apparenza e nello spirito. Qui veramente cadono molti luoghi comuni sull’Italia meridionale. L’aspetto è infatti quasi settentrionale e la pulizia quasi svizzera”. A distanza di 70 anni da quel viaggio, a Salerno non c’è più nulla di svizzero! Il problema della rappresentatività dei territori campani in sede parlamentare, credo, anche alla luce della riforma costituzionale, sia un punto fondamentale del nostro futuro. Penso, alla luce delle ben note azioni civiche da anni intraprese sul territorio campano, di essere rappresentativo rispetto a tanti altri soggetti, nominati dall’alto, e totalmente estranei alle problematiche territoriali”.
Mastella, però, non è mai stato ostile a De Luca…
“Il partito di Centro democratico di Mastella non ha posto alcun veto sulle mie azioni civiche che appunto da anni svolgo a Salerno, nella regione Campania e non solo. La battaglia contro De Luca, non è un fatto personale, ma è una non condivisione della sua politica basata su un sistema di potere che ha poco di democratico e molto di provincialismo. In trenta anni di controllo totale delle istituzioni locali della nostra provincia il risultato è assolutamente fallimentare”.
Quali saranno i punti che rappresenteranno le priorità programmatiche della sua campagna elettorale?
“I programmi per Salerno, per la nostra provincia e per la nostra Regione, sono incentrati sul sociale, sulla valorizzazione delle nostre tradizioni, cultura beni immateriali e bellezze paesaggistiche, valorizzazione della nostra estesa provincia e delle zone interne. Abbiamo reali problemi quali le fonti energetiche ed è singolare che il sistema dominante, nel periodo estivo, già parli delle luci di artista a Salerno, quando c’è il serio pericolo in autunno di non potersi nemmeno riscaldare. In primis, dobbiamo attentamente vigilare sull’utilizzazione dei fondi del Pnnr che faranno gola a poteri illegali. Ho sempre sostenuto la istituzione di Procure della Repubblica specializzate nel settore della pubblica amministrazione e dell’ambiente. Da tempo i poteri criminali sono strettamente collegati con il potere politico. Gli amministratori degli enti locali che cagionano danni al bilancio devono andare a casa e non possono più essere candidati. Sul sistema sanitario, nel gravissimo ed ancora attuale periodo del Covid, dobbiamo intervenire radicalmente eliminando il controllo politico e privilegiando la meritocrazia sia degli operatori sanitari, sia dei cd manager. Sulla tutela del territorio, sul consumo di suolo e sulla difesa dei beni comuni, la mia posizione è ben nota. Particolare attenzione dobbiamo porre alla famiglia, alle fasce più deboli e soprattutto ai giovani, per dare una prospettiva al loro futuro. Sono favorevole alla eliminazione del numero chiuso nelle università, per la facoltà di medicina. Il criterio della meritocrazia deve essere la pietra miliare del nostro futuro. Dobbiamo valorizzare le nostre menti migliori ed evitare che vadano all’estero. Da avvocato amministrativista sono sostenitore della riforma del sistema elettorale nazionale ed anche di quello degli enti locali e soprattutto alla nuova macchina amministrativa, connessa, digitale e alla economia circolare. La riforma elettorale promessa dopo il taglio dei parlamentari non c’è stata, con gravissimo pregiudizio appunto della rappresentatività dei territori. L’elezione dei rappresentanti locali, nel solco della prevalenza della governabilità rispetto alla rappresentatività dei cittadini ha creato dal piccolo comune alla metropoli il sindaco quale capo incontrastato delle decisioni. I rappresentanti dei cittadini nei consessi comunali non hanno alcuna voce in capitolo. La nuova partitocrazia che non è rappresentativa di diritti, istanze ed esigenze collettive legalitarie, ma solo di impulsi ed odio, oggi assopito da ragioni di poltrone, non ha il diritto di stravolgere la Costituzione, il nostro riferimento valoriale oltrechè giuridico. Dopo il mio forte contrasto alla riforma costituzionale di Matteo Renzi, ancor più fortemente ho contrastato lo stravolgimento della Costituzione, con il taglio dei parlamentari. Stravolgimento partorito da coloro che propagandavano la rappresentatività diretta, ma che oggi negano addirittura la rappresentatività parlamentare, in spregio alla Costituzione.Molti territori regionali e quindi cittadini italiani, infatti, vedranno venir meno la propria rappresentatività in Parlamento. Un taglio operato impropriamente senza alcuna legge correttiva”.
In cosa reputa i Partiti di centrodestra e di centrosinistra inadeguati?
“Che posso dire sui partiti del centro destra, del M5s e indirettamente del Pd che sono stati capaci di mandare a casa uno degli uomini italiani più illustri del nostro tempo il Presidente Mario Draghi. Credo che un forte polo di centro sia l’unica soluzione dei problemi del nostro Paese. Non voglio parlare del M5s a cui ho dato tanto, ma che oggi non esiste se non per la legge sul reddito di cittadinanza, del quale non sono contrario ma che va riformato nella sostanza, per non essere uno strumento meramente elettorale e non di tutela di chi non ha lavoro. Del centro destra non condivido la visione economica della flat tax, la visione sugli immigrati. Così come sono a favore di una tassa di successione per i grandi patrimoni. Il Pd non ha mai chiarito la sua posizione e non è mai diventata la forza organica maggioritaria del progressismo e oggi nel periodo più delicato del nostro paese sta implodendo per le faide dei potentati interni al partito, tra i quali primeggia il nostro presidente della regione”.

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