Anna Maria Naddeo: “Tra le emergenze c’è quella democratica. Il sistema elettorale va cambiato appena possibile”

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Democrazia rimaneggiata dalla riforma elettorale, il pericolo dell’avanzamento dell’estrema destra, la necessità, ormai ultra ventennale, di un sistema di voto che rimetta i cittadini al centro della vita politica italiana. Di questo e di tanto altro si è parlato ieri durante l’incontro con i cittadini organizzato dall’Alleanza Verdi-Sinistra in via Posidonia, angolo di via Grisignano dal titolo “Rosatellum? Facciamo chiarezza su questa legge elettorale”. A presentare l’incontro sono stati Franco Mari, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Italiana e Anna Maria Naddeo, candidata al Senato nel collegio plurinominale per l’alleanza in quota Europa Verde.

Si è entrati subito nel vivo del dibattito parlando dell’attuale legge elettorale, definita Rosatellum dal nome del suo relatore, Ettore Rosato, in vigore dal 2017. “Ancora una volta, dopo l’esperienza tragica del Porcellum di Calderoli – ha esordito Naddeo – ci siamo trovati davanti una legge elettorale che ha espropriato i cittadini del proprio diritto nello scegliere da chi essere rappresentati in Parlamento a favore di una legge che premia solo ed esclusivamente le scelte di partito. La politica non deve essere questo. Anche il Rosatellum va tolto di mezzo per fare spazio ad una legge elettorale che dia davvero il potere ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti”.

Il dibattito si è presto spostato sull’importanza, per l’alleanza Verdi-Sinistra, di fare fronte comune con il PD per impedire il pericoloso avanzamento della destra meno moderata, guidata da Giorgia Meloni e Matteo Salvini con Forza Italia di Silvio Berlusconi a moderare tra le due forze. “È stato un accordo necessario – ha ribadito Naddeo, confermando la bontà della scelta – Un’alleanza tra le forze di sinistra e centrosinistra è necessaria per contrapporsi al pericolo di una vittoria della destra più estrema che porterebbe a politiche reazionarie, all’attacco verso i principi fondamentali e democratici della Costituzione e ad una forma aggressiva di neoliberismo. L’Italia ha bisogno di tutt’altro. Dopo un periodo di crisi come quello della pandemia c’è bisogno di politiche per la tutela dell’ambiente, del verde pubblico, del mare e delle spiagge per aumentare il turismo. E ancora, alla lotta all’inquinamento, alla difesa di una Sanità distrutta dal Covid e da politiche ventennali scellerate. Infine la necessità, forte, di una lotta alle diseguaglianze a partire dalle tassazioni sugli extra-profitti delle aziende e al piano straordinario a favore dell’inserimento lavorativo per i giovani”.

Spazio anche per il tema della Sanità, molto a cuore per l’esponente di Europa Verde impegnata come fisioterapista e delegata sindacale CGIL e RSU nella segnalazione delle criticità sui luoghi di lavoro presso il San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. “Durante il periodo Covid abbiamo raccolto tante testimonianze di cittadini che ci raccontavano di quanto sia stato complicato anche solo avvicinarsi ad un Pronto Soccorso. Non solo: lunghe file d’attesa per esami diagnostici e visite che hanno allontanato i cittadini dalla prevenzione e tanti altri disagi provocati da decenni di tagli al SSN. La mia proposta è quella di prendere come esempio il modello dell’Emilia Romagna che nel tempo ha sviluppato una buona rete per l’assistenza sul territorio con Asl aperte h24 in supporto a medici di famiglia per visite e interventi in casa, smaltendo notevolmente il lavoro degli ospedali e potenziando tutta la rete pubblica d’assistenza. Anche lo sviluppo della rete riabilitativa pubblica è parte fondamentale ed integrante nel recupero e nella cura dei pazienti”.  

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