ANPI Salerno, intitolazione piazza XXV Aprile: dalla destra incomprensibili prese di posizione

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di Marcello D’Ambrosio

“Abbiamo purtroppo dovuto assistere sgomenti, negli scorsi giorni, a una serie di incomprensibili prese di posizione da parte della destra salernitana, rispetto alla nostra richiesta di intitolazione del Largo XXV Aprile. Siamo, pertanto, costretti a chiarire alcune cose”. È quanto comunica in una nota il comitato provinciale Anpi Salerno. “Anzitutto, – si legge nel documento – il luogo da noi indicato non corrisponde affatto, al contrario di quanto si sostiene, a quello dove fu tragicamente colpito il giovane missino nel ’72, luogo dove peraltro da qualche anno esiste un cenotafio, immaginiamo autorizzato, che lo ricorda e dove ogni anno, il 7 luglio, assistiamo a manifestazioni che danno luogo a scenografie, simbologie e comportamenti di chiara apologia di fascismo. Quello da noi indicato, peraltro attualmente anonimo, è stato scelto in quanto fortemente simbolico per la storia democratica di Salerno e della sua provincia. Infatti, qui ebbe prima collocazione, nel 1864, la statua di Pisacane, attualmente in Villa Comunale, inoltre, si tratta di una zona racchiusa tra il monumento ai martiri del Risorgimento salernitano e l’area dove era situato il “piazzale della morte fuori la Porta Nuova”, dove furono eseguite le condanne dei rivoltosi del 1828 e del 1848. Avvenimenti storici, questi, che indubbiamente costituiscono uno storico prologo, specificamente salernitano, al Movimento di Liberazione nazionale dal nazifascismo. Un Movimento di insurrezione popolare che vide la partecipazione di molti salernitani, tra i quali si ebbero oltre 120 caduti in attività di Resistenza e come prigionieri nei Lager nazisti. L’ANPI è oggi una libera associazione, che assolutamente non può essere assimilata a partiti o ad altri movimenti politici. Lo spirito che ci caratterizza è quello antifascista del Manifesto di Ventotene e dei Comitati di Liberazione Nazionali, che comprendevano partiti e forze politiche diverse ma che si batterono per la Liberazione dalla orrenda tragedia della guerra, del fascismo mussoliniano e del nazismo. Queste stesse forze politiche, pur diverse sotto il profilo ideologico, culturale e sociale, e pur avendo poca dimestichezza con gli istituti pluralistici di una democrazia moderna, ebbero il coraggio di abbandonare i propri dogmi e giungere, senza pretesti, ad un’idea condivisa di unità, di nazione e di democrazia. La data del XXV aprile non può, dunque, oggi essere ancora considerata divisiva: è essa, al contrario, fondamento dello spirito repubblicano e della Costituzione, che accomuna noi tutti oggi e sempre. Lo spirito del XXV aprile è per sempre insito nelle valli e monti delle Langhe, della Val d’Ossola, del Collio goriziano, nella pianura emiliana, nella Risiera di San Saba, nel Monte Sole e a Marzabotto, a Birkenau, Buchenwald o Mauthausen o dovunque furono internati gli IMI, nelle Fosse ardeatine, nei luoghi di tortura come Villa Triste o via Tasso, nel Portico d’ Ottavia e nelle stazioni dove vennero ammassati gli ebrei italiani per essere avviati alla “soluzione finale” e in tutti gli altri mille luoghi dove nacque la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Quindi ci chiediamo, oltre allo scopo puramente propagandistico di chi ha protestato, come tutto ciò possa confliggere o apparire provocatorio rispetto a fatti avvenuti in altra epoca e in altre circostanze che nulla hanno a che fare con tutto l’immenso valore storico della Liberazione. L’ANPI di Salerno con orgoglio ribadisce la proposta d’intitolazione del Largo XXV Aprile lì dove l’abbiamo indicato, motivando, in più di un’occasione, il valore simbolico della richiesta”.

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