Antonio D’Alessio (Azione – Italia Viva): “Agenda Draghi resta la nostra guida”

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di Andrea Bignardi
Viene da una lunga esperienza nell’ala moderata del centrosinistra Antonio D’Alessio, già consigliere comunale a Salerno, nonchè uno dei promotori del gruppo “Oltre” che, nella seconda parte della consiliatura a guida Enzo Napoli, provò a mettere in luce, dall’opposizione, alcuni problemi e potenziali inadeguatezze. Oggi è candidato per la coalizione Azione-Italia Viva, dopo esser stato uno dei primi esponenti politici ad aderire, insieme a Leonardo Gallo e Corrado Naddeo, al partito guidato da Carlo Calenda già nel giugno del 2020, secondo dietro Mara Carfagna nella lista proporzionale alla Camera per Salerno ed Avellino. Un collegio molto vasto nel quale sta svolgendo la sua campagna elettorale, con l’obiettivo di costruire un consenso quanto più largo possibile per una proposta politica che si consideri come alternativa tanto al centrodestra quanto al centrosinistra ed al Movimento 5 Stelle. Sui territori Azione ed Italia Viva riescono a canalizzare un discreto seguito: l’ultimo, in termini cronologici, è stato il supporto del primo cittadino di Battipaglia Cecilia Francese, annunciato questa mattina, in occasione della presentazione dei candidati della coalizione centrista nella città capofila della Piana del Sele.
Avvocato, dopo una lunga esperienza all’interno di un’istituzione complessa e prestigiosa quale il consiglio comunale di Salerno, da poco più di una settimana è iniziata la sua campagna elettorale verso il Parlamento.
Che differenza nota tra l’essere candidato in un Comune ed in un collegio, come quello salernitano, vasto e particolarmente articolato.
“È una campagna elettorale completamente diversa, il collegio è davvero esteso e, anche da un punto di vista logistico, c’è da organizzarsi in modo decisamente diverso. Resta però identica la passione con la quale va affrontata così come l’idea che chi si candida debba favorire per quanto possibile i momenti di contatto e di ascolto con gli elettori”.

Il terzo polo si pone in termini di radicale alternativa sia alla destra che alla sinistra, che al Movimento 5 Stelle.
Quali sono gli aspetti che vi qualificano rispetto alla concorrenza, ed i punti programmatici che segnano le differenze rispetto alle altre formazioni politiche?
“Le differenze sono tante. La guida resta l’agenda Draghi. Oggi il bipolarismo è in crisi e il sistema elettorale andrebbe riformulato. Se non ci fosse il terzo polo l’elettore sarebbe davanti ad una scelta tra una destra estrema che non è più centrodestra e una sinistra che per tante ragioni ha deluso i propri elettori. Il terzo polo è in grado di rappresentare chi vuole un’impostazione moderata e al tempo stesso estremamente pragmatica, al di là degli steccati ideologici. La gente è stanca, vuole concretezza, chiede che venga tracciata la strada per la risoluzione dei problemi non enunciazione di principi o promesse irrealizzabili”.

Lei viene da Azione, ed in generale da un’esperienza sempre e comunque orientata al centrosinistra. Com’è la “convivenza” con i fuoriusciti da Forza Italia, che sembra abbiano sposato completamente la mission di Azione nel segno dell’agenda Draghi?
“Chi ha lasciato Forza Italia ha fatto, a mio avviso, un atto di coerenza e di libertà. Abbandonare uno schieramento che nelle previsioni è dato come vincente per incamminarsi in un progetto nuovo, benché molto stimolante, è un atto di coraggio. Evidentemente la politica di estrema destra ha creato disagi in loro così come in tanti elettori; il terzo polo è certamente la nuova casa di chi non ama impostazioni estremistiche”.

Cosa vi accomuna, invece, e cosa vi differenzia dagli alleati di Italia Viva?
“Ci accomuna una traiettoria condivisa. Il progetto di un grande centro che ormai esiste e si sta strutturando definitivamente. Se il risultato elettorale, come spero, sarà positivo, si aprirà una nuova stagione politica”.

Si prospetta un inverno duro, ormai il razionamento, specie nei mesi più freddi, potrebbe rappresentare una possibilità concreta. Cosa propone il suo movimento per ridurre l’impatto della crisi energetica sui cittadini italiani e, soprattutto, sulle imprese letteralmente fiaccate da due anni di restrizioni per il Covid?
“Occorre un piano serio e rigoroso di risparmio energetico ma anche la battaglia in Europa affinché il tetto del prezzo del gas sia uguale per tutti. Inoltre occorre procedere subito a costruire rigassificatori. Le imprese vanno assolutamente accompagnate e agevolate altrimenti il riverbero negativo sui livelli occupazionali sarà gravissimo”.

Immigrazione e sicurezza, due temi sui quali ci sono forti divergenze soprattutto con il centrodestra: quali sono le vostre proposte?
“L’obiettivo è puntare ad un’immigrazione molto controllata con ingressi regolari e programmati favorendo politiche di integrazione. L’ideale sarebbe l’istituzione di un Ministero per l’immigrazione. Contemporaneamente occorre incrementare il budget della spesa della difesa con innalzamento della cybersecurity”.

Una eventuale affermazione del terzo polo in che modo potrà impattare sulle amministrazioni locali, a tutti i livelli?
“Una campagna elettorale di questo tipo avrà un importante riflesso anche sul territorio, con un terzo polo che raccoglie adesioni e si sta radicando rapidamente dappertutto, e che sarà protagonista nel futuro delle amministrazioni locali”.

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