“Avevamo proposto all’amministrazione un regolamento per il verde pubblico, sul quale non abbiamo avuto ancora nessuna risposta”

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Nominato già lo scorso anno tra i cinquanta membri del consiglio federale di Europa Verde, Dario Barbirotti, già consigliere comunale e regionale per l’Italia dei Valori, è una figura di spicco nel riassetto e nella riorganizzazione di Europa Verde a Salerno. In vista delle prossime elezioni politiche il movimento correrà coordinandosi con Sinistra Italiana, sulla base di un accordo sottoscritto recentemente tra i due movimenti. E, entrambe le formazioni, a loro volta saranno alleate con il Pd, con il quale, però, di certo non mancano numerosi “distinguo”. E’ proprio sulle politiche ambientali e su quelle sociali, oltre che in riferimento, anche, alla stessa azione amministrativa della giunta guidata da Vincenzo Napoli – sulla quale non mancano punti di dissenso – , che Europa Verde assume posizioni leggermente differenti rispetto ai dem stessi, per certi aspetti di taglio maggiormente progressista e più incisive. L’obiettivo, in ogni caso, spiega Barbirotti, è quello di conferire la maggiore (e migliore) rappresentanza possibile alla formazione ambientalista, puntando su nomi di storici militanti e dirigenti politici. 

Quella di Europa Verde è una proposta politica innovativa, che prova a portare al centro del dibattito i temi ambientali.

Come mai la scelta di allearsi con la Sinistra?

I Verdi portano avanti una politica progressista, che cerca di coniugare le tematiche ambientali, quelle legate alla salvaguardia di tutti gli esseri viventi legati all’egoismo dell’uomo. La battaglia epocale che compiamo si porta avanti a livello nazionale e locale. Si parla ancora di energia nucleare, che è qualcosa di inverosimile e pericolosissimo, oltre che costoso per la collettività. Non ultimo, vediamo ciò che sta accadendo in Ucraina: un qualunque folle potrebbe bombardarla e creare morte e distruzione. Puntare sull’energia rinnovabile significa ridurre il surriscaldamento globale che ha messo in ginocchio tutto il mondo sotto il profilo ambientale, e mi riferisco ad intere comunità sia umane che animali. La scelta di allearci con Sinistra Italiana non è, dunque, solo un fatto strumentale, ma è stata compiuta dopo un congresso nazionale del nostro partito, nel quale si è stabilita quest’alleanza. Lo stato sociale, e quello che si batte per le tematiche ambientali, è un’entità che può difendere i valori dell’umanità. Le tematiche sociali sono parte del patrimonio genetico dei Verdi. Le nostre sono battaglie rivoluzionarie, e sono di sinistra anche se ufficialmente il nostro partito non è etichettato come tale”. 

In Campania si edifica troppo?

“Vanno salvaguardate le aree verdi del nostro paese, così come ne vanno protette anche le aree agricole. Costruire al ritmo attuale non aiuta lo sviluppo sostenibile. Bisogna consolidare le azioni compiute nel periodo pregresso, efficientando il patrimonio edilizio preesistente per la produzione di energie rinnovabili. Realizzare nuovi immobili e nuove strutture per compiere speculazione edilizia non ha assolutamente senso”. 

Cosa vi accomuna e cosa vi differenzia dal Pd, con il quale non mancano alcuni punti di contrasto?

“Noi siamo un partito che porta avanti interessi che puntano alla globalità delle persone. Non mi sembra che le altre forze politiche – e del tutto nemmeno il PD – lo facciano. Questo partito a parer mio si è spostato troppo al centro. Va bene salvaguardare le istanze dei lavoratori e degli imprenditori che lavorano in modo onesto, ma speriamo di poter riprendere un ragionamento più equilibrato e più giusto a tutela delle nostre comunità. A Salerno avevamo proposto un regolamento per il verde pubblico, sottoponendolo all’attenzione dell’amministrazione comunale, ma non abbiamo ricevuto risposta. Avevamo proposto di affidare anche a privati ed associazioni spazi affinché potessero mantenerli e curarli nelle more della vicenda delle cooperative, ma siamo ancora in attesa di una risposta. Stiamo portando avanti, poi, autonomamente, la pulizia delle spiagge, che è un’iniziativa lodevole ed importante. E poi c’è il censimento delle alberature messe a dimora nei nostri quartieri e poi scomparse. Ci chiediamo come mai gli alberi che sono vita, combattono il surriscaldamento del pianeta e l’inferno di calore che stiamo vivendo, non siano stati sostituiti, o, in qualche modo ripiantati. Sappiamo bene che nelle città in cui ci sono più alberature le temperature si mantengono sotto controllo. Per questo motivo chiederemo al comune il motivo per il quale non si è proceduto alla ripiantumazione delle alberature oggi non più presenti, senza alcuna polemica e senza volere la primogenitura di nulla, ma con puro spirito costruttivo”. 

La presentazione delle liste per le elezioni politiche è ormai agli sgoccioli: avete già in mente qualche possibile proposta di candidatura?

“Abbiamo fornito una serie di nominativi al partito nazionale: dovremmo indicare quattro rappresentanti nel proporzionale. Tra questi vi sono quelli della portavoce cittadina Anna Cione, quello di Annamaria Naddeo, Emiliano Torre, già consigliere comunale, Sandro Longo, altro nostro importante militante, Rocchino Falivene, Vladimiro Cupo.

È chiaro che questi dovranno essere comparati con quelli delle altre federazioni che concorrono insieme a noi, spero che il capolista possa essere incluso tra i nomi salernitani. In ogni caso sicuramente i nostri candidati si impegneranno fino in fondo e faranno crescere il partito, perché c’è il bisogno fortissimo di una rappresentanza ambientalista”.

Da non dimenticare, poi, nell’ambito della vostra proposta politica in ticket con la sinistra, ci sono i temi economici e quelli sociali. Quali sono, in sintesi, le proposte dei Verdi su questo filone? 

“Prima ancora dei temi sociali, perché strettamente connesso ad essi, c’è quello della tutela dell’acqua pubblica: bisogna provare a recuperare tutta l’acqua che viene persa, puntare alla costruzione di mini invasi che aiutino l’agricoltura e che riescano a fronteggiare episodi di siccità come quelli che si sono verificati nel corso di quest’anno. La pressione fiscale deve tutelare tutti, dai dipendenti agli imprenditori che producono attraverso le fabbriche che immettono prodotti nel tessuto commerciale. Dovrebbero essere tassate di più le rendite finanziarie: chi si impegna e lavora in piena regola è giusto che abbia la remunerazione che merita. Allo stesso tempo la flat tax non è giusta: l’avvocato non può subire la stessa aliquota di un soggetto che incassa venti milioni l’anno. Altrimenti si rischia la scomparsa dello stato sociale. Bisogna, dunque, evitare la flat tax che è frutto di un ragionamento assolutamente improponibile”.

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