Balliamo sul mondo.

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di Fabio Croce

Quella di Michele Leone, apprezzato e affermato Direttore Artistico e Coreografo, della sua scuola di danza urbana Expression, è una bella storia di provincia, di entroterra irpina, da cui, “danzando sul Mondo”, lui e i suoi allievi sono riusciti nell’intento di calcare affermati palcoscenici internazionali, conseguendo prestigiosi riconoscimenti e trofei.

È una di quelle esperienze che ti riconciliano con le proprie radici e creano identità, senso di appartenenza, oltre che un patrimonio valoriale da portare con sé, nei propri zaini e nei propri bagagli in giro per il Mondo.

Con la danza urbana di Michele Leone, Ariano Irpino da provincia si trasforma in ombelico del mondo e si misura senza timori reverenziali con altre realtà topograficamente più rilevanti e, probabilmente, più organizzate.

Contando su una struttura composta da circa 400 allievi, spalmati su 25 corsi su tutto il territorio regionale, Michele Leone, attraverso l’hip hop, macina chilometri, sforna talenti, regala opportunità a una fascia generazionale delicata. Ormai con cadenza regolare, i ragazzi di Expression partecipano alle qualificazioni mondiali di appuntamenti internazionali, tra i quali World of Dance, che si tiene a Los Angeles, e l’ Hip hop International di Phoenix.

Ovviamente, per partecipare a contesti internazionali così prestigiosi, i talenti di Expression superano serratissime selezioni ad appuntamenti nazionali, attraverso cui conseguono premi, riconoscimenti, posizionamenti sul podio, oltre che borse di studio per i ragazzi, che consentono loro di misurarsi su percorsi internazionali e con i migliori ballerini del mondo.

Leone ha raccolto tanto cammino in un libro, “Sono a casa“, che è stato, per oltre un mese, ai vertici delle sezioni “arte e spettacolo” e “danza” di Amazon, al cospetto di grandi celebrità internazionali.

In questo biglietto andata e ritorno con il Mondo, quanto di Ariano porta nel Mondo e quanto di Mondo riporta ad Ariano?

Da Ariano e da tutta la provincia di Avellino, portiamo in giro il senso del lavoro, del sacrificio quotidiano, dell’umiltà e, nel complesso, un grande senso di appartenenza: tutte qualità distintive del nostro straordinario territorio. Al ritorno a casa, invece, portiamo un grande bagaglio di esperienze, sia professionali e tecniche sia umane. Ariano/Mondo, oltre che un biglietto di andata e ritorno, è un gran processo da cinghia di distribuzione in merito ai valori, agli aspetti tecnici e formativi. Con una partecipazione media annua a 10 appuntamenti di livello internazionale, i ragazzi si allenano anche sotto l’aspetto emotivo nel saper reggere contesti e palcoscenici così prestigiosi e stimolanti.
Tutto questo percorso ci regala tanta formazione e altrettante gratificazioni. A tal proposito, abbiamo un allievo che sta ballando con il gruppo di Marco Mengoni, due allieve, ormai professioniste esemplari, hanno ballato per Alessandra Amoroso allo strepitoso concerto di San Siro, oltre che un’allieva che è stata invitata in una delle più importanti scuole internazionali di danza contemporanea, che a sede a New York, a cui si può accedere solo su invito.

Laddove, in questo delicato momento storico, nel rapporto coi ragazzi e con le nuove generazioni, molte agenzie formative, tra cui la Scuola e la famiglia, sono in affanno, come vive e soprattutto come instaura il rapporto con loro, che hanno attraversato e stanno affrontando moltissime difficoltà?

Credo che ci sia un punto determinante: l’aspetto comunicativo. Dal mio osservatorio, i ragazzi vogliono interagire, parlare e ascoltare incessantemente; bandendo, di fatto, ogni forma di comunicazione unilaterale. La comunicazione, di cui ho la percezione loro esigano, è reciproca, cosa che negli ultimi tempi, non sta avvenendo oppure avviene in maniera impropria. Durante la fase Covid, questa reciprocità ci ha aiutati in maniera determinante a mantenere la struttura, a porci obiettivi, a non disperdere ragazzi e iscritti e, soprattutto, affrontare un periodo così devastante. Credo che la chiave di tutto, sia la comunicazione: a scuola, in famiglia e altrove. Durante la pandemia non ci siamo fermati; i nostri sogni e i nostri sacrifici non sono arretrati nemmeno di un millimetro al cospetto di una situazione difficile e unica. Abbiamo provato a gestirla, non a subirla. Alla luce di quanto conseguito, credo che ci siamo riusciti. Oltre all’aspetto tecnico, abbiamo lavorato molto sulla parte emotiva e mentale: i ragazzi sono stati straordinari, così come straordinaria è stata quest’esperienza, rendendoci più uniti, paradossalmente, in una fase d’isolamento. Quando in un ragazzo vedi una lacrima o un sorriso, c’è sempre un’opportunità e del materiale utile per lavorarci sopra. La comunicazione costante consente loro di avere un’altra finestra sul cortile, un’altra vetrina sul Mondo. Senza la comunicazione, la loro unica vetrina è quella distorta dei dispositivi digitali.

Un’ultima domanda, essendo la nostra platea di lettori in prevalenza salernitana, su quale scuola o corso lei si appoggia e i ragazzi possono conoscerla?

Su Salerno, abbiamo un’esclusiva con una scuola di Montecorvino Pugliano, “My Dance”, nei pressi del Centro Commerciale Maximall. In questa bella realtà teniamo corsi e avviciniamo i ragazzi all’Hip Hop.

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