Cammarota: “L’adesione al Salva Città? Una confessione di dissesto”

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Una Salerno da “rivedere” sotto vari aspetti, dall’organizzazione del Capodanno sino alle sue delicate finanze. E’ questa la fotografia della città tracciata da Antonio Cammarota, consigliere comunale de La Nostra Libertà. Oltre a “bocciare” la scelta del Capodanno in Piazza Amendola (in quanto non favorirebbe, a differenza dello spazio antistante il Crescent, l’afflusso di sponsorizzazioni rilevanti in città) Cammarota non promuove affatto nè la situazione delle finanze cittadine nè l’operato dell’assessore Adinolfi, invitando anche ad un radicale cambio di passo anche in tema di trasparenza da parte dell’ente, che ancora non trasmette in streaming i propri consigli comunali”.

Un Capodanno salernitano con il Crescent completo, ma in Piazza Amendola come ai vecchi tempi. Cosa non va in questa scelta?

“Se si sceglie di invitare i Negramaro lo si fa per rendere possibile la nascita di un circolo virtuoso. Le famiglie salernitane, infatti, potranno, così, assistere ad uno spettacolo che altrimenti, visti gli alti costi previsti solitamente per assistere a questo tipo di eventi, non si potrebbero permettere in molti casi. L’obiettivo dovrebbe essere, inoltre, quello di portare Salerno sulla scena nazionale, in modo da portare in città una grande corsa alla sponsorizzazione. Piazza Amendola, al netto del grandissimo palco, che porterebbe le transenne fino alle aiuole, può accogliere una platea di poche migliaia di persone. È una scelta demenziale che trasforma un potenziale circolo virtuoso in un circolo vizioso. C’è, ed è ampiamente collaudata, Piazza della Concordia, c’è l’ex cementificio con il suo spazio, c’è perfino lo Stadio Vestuti”.

Il dibattito politico è in gran parte, in vista del prossimo consiglio, incentrato anche e soprattutto sul Salvacittà, che rappresenta un tema ben più scottante dell’organizzazione di un evento comunque circoscritto nel tempo.

“Si aderisce al Salvacittà come confessione di dissesto. Se fosse stato un gesto virtuoso l’avrebbero adottato tutti i comuni, e non solo quelli in predissesto. Non so se l’assessore Adinolfi è capace o non lo è. So soltanto che se non riesce a risolvere i problemi non è adatta a ricoprire il suo ruolo. Per quanto mi riguarda ho proposto che venga adottata ogni forma di premialità per quanto riguarda i tributi scaduti e non pagati, e quando mi si viene a dire che non è corretto e si tratta di un condono io dico che se coloro che avrebbero dovuto versare i tributi non lo faranno rapidamente, coloro che li hanno sempre versati pagheranno il doppio in caso contrario. Ho anche proposto un piano di fattibilità per quanto riguarda le alienazioni immobiliari riferite al mercato e non alla mente di chi le immagina. Penso, ad esempio, alla situazione di un intero stabile sito in una posizione non distante da Piazza della Concordia, che non è mai stato alienato, in quanto non frazionato e messo all’asta integralmente. Una collaborazione con imprese e banche, anche sfruttando l’opportunità del 110%, potrebbe migliorarne l’appetibilità sul mercato e, di conseguenza, avere indirettamente un impatto positivo sulle casse del Comune”.

La situazione delle casse di Palazzo di Città, però, non è rosea da tempo, ben prima dell’insediamento dell’attuale giunta.

“Avevo proposto, durante la mia prima candidatura al consiglio comunale, un’authority comune a tutte le società miste, per determinare un centro di gestione dei costi unitario ed evitare spese inutili ripetute per tutte le società partecipate. Altri criteri per risparmiare sono legati a dei principi: ci vuole un’autorità gestionale e decisionale trasversale, che faccia conoscere, si potrebbe dire in gergo, alla mano sinistra cosa fa la mano destra. In questo, la nomina del direttore generale oltre a rappresentare una confessione di incapacità precedente va in questa direzione. Ma, poi, c’è da notare un altro aspetto: come mai sopra Palazzo di Città ed altri importanti edifici comunali non si realizzano impianti fotovoltaici che consentirebbero a questi stabili di avere energia elettrica a costo zero?”

Come procede il lavoro della Commissiome Trasparenza che opera in seno al Consiglio Comunale?

“In tal senso, l’attività della commissione che presiedo dal 2016 è estremamente proficua. Sotto questo punto di vista, devo dire che si è creato, anche grazie all’impulso del suo presidente, un clima di armonia che è stato coltivato dai consiglieri presenti. Può sembrare fuori luogo in questa fase, ma è dal 2010 che sto chiedendo una diretta televisiva o streaming del consiglio comunale. In fondo, del resto, specie oggi, in un momento storico in cui si trasmette in rete di tutto, sarebbe del tutto normale. Eppure, tutto questo a Salerno non accade. Qualche tempo fa un consigliere comunale mi disse, per esemplificare ed esprimere il suo parere sulla questione, che se io avessi rappresentato un cliente non avrei dovuto farlo pubblicamente. Io gli risposi che quello era un interesse privato. In questo caso, invece, l’interesse è pubblico. Mi fu detto anche che l’accesso all’adunanza era libero, e proprio per questo non riesco a capire il motivo per il quale non possa esserci alcuna forma di ripresa televisiva da parte delle emittenti locali. Servirebbe, poi, dar vita ai question time, onde evitare che le interrogazioni vengano discusse anche dopo sei mesi, al primo consiglio comunale utile, come oggi accade. Durante la mia esperienza da consigliere provinciale era normale assistere ad assemblee del genere, che si tenevano due volte al mese. Non vedo perché non lo si debba fare anche a Salerno”.

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