Casciello (Azione): “Pd? Siamo agli ultimi giorni dell’impero di famiglia”

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“Ritengo di aver svolto il mio lavoro con rigore e onore senza mai dimenticare le esigenze e le attese della mia città e della mia provincia senza perdere di vista quanto sia cambiata la vita di tutti con l’emergenza pandemica”. Parola di Gigi Casciello, deputato uscente e candidato al Senato nel collegio uninominale di Azione, che poche settimane fa ha fatto un passo verso il partito di Carlo Calenda, abbandonando definitivamente Forza Italia e il partito di Silvio Berlusconi. A tutela del territorio, anzi del “suo” territorio, per il quale ha lavorato e per il quale si è fortemente impegnato nell’ultima legislatura prima che “Forza Italia si consegnasse alla Lega, rinunciando a rappresentare i moderati, le loro istanze e il Sud”. Casciello ha seguito l’altra salernitana doc, Mara Carfagna, con la quale condivide la campagna elettorale per le politiche del 25 settembre. Un nuovo posto nel mondo, un nuovo spazio di dialogo e confronto, che ascolta i cittadini e comprende il loro bisogno di soluzioni concrete ai problemi gravi e quotidiani. Proverà a portare questo modus operandi in giro per la provincia di Salerno, non solo durante la campagna elettorale, ma anche in futuro.


Una campagna elettorale appena cominciata e che dovrà “consumarsi” in pochissimo tempo. Neanche un mese al voto per le politiche e l’onorevole Casciello (ancora in carica), prepara il suo programma con Azione. Quali saranno i temi sui quali punterà per arrivare a più persone possibili per una (si spera) futura legislatura?
“Le campagne elettorali sono sempre troppo brevi per quante persone si vorrebbe raggiungere. Ancor di più questa volta per la concomitanza con il periodo estivo e per elezioni che hanno aggravato una crisi economica che invece avrebbe avuto necessità di interventi tempestivi e organici del Governo Draghi che tra l’altro stava lavorando benissimo. Ed è proprio questo il punto centrale di questa campagna elettorale: spiegare ai cittadini quando sia importante che alla guida del Paese vadano forze politiche che ritengono indispensabile continuare con o senza Draghi il lavoro del Governo sfiduciato da 5stelle, Lega e Forza Italia. E non certo alzare tutto come annuncia di voler fare Fdi di Giorgi Meloni che vorrebbe persino riscrivere il Pnrr e con la Lega azzerare il 40% da destinare al Sud per i fondi del Pnrr”.

Tirando le somme: come è stata la sua esperienza all’interno del Parlamento? Quali risultati è riuscito ad ottenere?
“Ritengo di aver svolto il mio lavoro con rigore e onore senza mai dimenticare le esigenze e le attese della mia città e della mia provincia senza perdere di vista quanto sia cambiata la vita di tutti con l’emergenza pandemica. Mi presento agli elettori con quanto già fatto: 93,3 % di partecipazione al voto in aula, 75 proposte di legge, 19 mozioni,32 interpellanze, 111 interrogazioni, 1025 emendamenti tra cui quelli per cui sarà completata la metanizzazione nel Cilento e i docenti Stem idonei si sono visti riconoscere il diritto a entrare in graduatoria. Senza dimenticare il completamento della Fondovalle Calore per 62 milioni di euro grazie a Ministro Carfagna che ha sostenuto e reso possibile la mia proposta. E poi il lavoro continuo in commissione Cultura per la scuola soprattutto in pieno lockdown quando non ho lasciato per un giorno i lavori alla Camera nel non facile tentativo di arginare i disastri dell’allora ministro Azzolina. Un lavoro in parte oscuro ma del quale sono molto soddisfatto”.


Al netto delle motivazioni e della scelta che l’hanno portata a lasciare Forza Italia, come giudica la situazione del centrodestra a Salerno?
“Non mi va di parlare del mio ex partito al quale ho dato 28 anni della mia vita. In questi anni ho detto sin troppo per evitare che Forza Italia si consegnasse alla Lega rinunciando a rappresentare i moderati, le loro istanze e il Sud. Tutto questo ha portato all’attuale situazione in cui non c’è più il Centrodestra ma la Destra. E la situazione di Salerno è anche peggiore con la totale rinuncia di Forza Italia a rappresentare il territorio anche nella formazione delle liste”.


E il Partito democratico con un “blindatissimo” Piero De Luca e con i conseguenti abbandoni di spessore? Ad esempio Alfonso Andria…
“Bisogna parlare del partito di De Luca e del suo sistema familistico non del Pd che qui, come dimostrano gli abbandoni e le rinunce alle candidature, è ingessato in una gestione di potere che ha l’unico obiettivo di garantire e tutelare la corte del Presidente della Regione. Ma anche in questo caso siamo agli ultimi giorni dell’impero di famiglia…”.


Qual è la sua prospettiva nel nuovo partito di Azione? E come giudica l’alleato Matteo Renzi?
“Io sto conducendo con l’entusiasmo e la serietà di sempre questa campagna elettorale nella consapevolezza si tratti di una sfida difficile. Dopo il 25 settembre, spero da senatore, darò comunque il mio contributo alla crescita del partito che rappresenta l’unica alternativa a una politica vecchia stretta nello stereotipo della destra e della sinistra. Oggi gli italiani hanno bisogno di soluzioni a problemi seri e gravi come il caro energia, la sanità, la scuola, il lavoro. Altro che dispute ideologiche”.

Infine, ma non meno importante: questa legge elettorale e la riduzione dei parlamentari. Forse sarà un po’ complicata per i non “addetti ai lavori”. Cosa ne pensa? C’è un nemico da combattere che è l’astensionismo…
“La riduzione dei parlamentari priverà intere aree del Paese della propria rappresentanza parlamentare e purtroppo la situazione è aggravata da un sistema elettorale che non permette di fare una vera scelta. Senza il grave atto irresponsabile di far mancare la fiducia al Governo costringendo il Paese alle elezioni anticipate ritengo ci sarebbe stato il tempo per approvare una nuova legge elettorale e io avrei proposto e preferito innanzitutto la reintroduzione delle preferenze o un sistema simile a come un tempo si votava per le province. Ma ormai bisogna combattere questa battaglia nelle condizioni date e io, come tutti candidati di Azione, non ci sottraiamo confidando che proprio l’autorevolezza della nostra proposta politica possa convincere gli indecisi e quanti ritengono (mi auguro ritenevano…) di non andare a votare”.

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