Consiglio comunale; Italexit: “Salerno non merita questo teatro. Dimissioni subito!”

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Il consiglio comunale di Salerno tenutosi ieri era forse tra i più importanti. Nell’ordine del giorno molti i punti tra cui la manovra di bilancio, l’approvazione del Puc, gli ispettori ambientali, il piano di alienazione ed altro tanto da attirare l’attenzione di molti e tra i presenti anche il partito di Italexit per l’Italia sezione di Salerno con la presenza del coordinatore provinciale Cesare Guarini, il responsabile organizzativo Luigi Cerciello ed altri militanti e responsabili. Alla fine della seduta il neonato gruppo che ha nel suo leader Gianluigi Paragone è andato via sconvolto da ciò che è accaduto e quasi sottovoce ha dichiarato che Salerno non merita questo. “Ora ancora melio si capisce perché la città di Arechi è in continua caduta libera, gestita da parecchi improvvisati che più che un consiglio comunale, hanno tirato su uno spettacolo comico teatrale – commenta Cerciello che fa riferimento non ad uno ma a ben più avvenimenti incresciosi accaduti in aula. In primis il vero e proprio attacco di Horace Di Carlo al sindaco Enzo Napoli che, come ricorda Anteprima 24, solo l’intervento di Paky Memoli ha scongiurato un incontro a 4 occhi poco piacevole tra lo stesso Di Carlo ed il sindaco e dove alla base (con tanto di ragione del consigliere comunale) era la mancanza nell’ordine del giorno, dopo che invece era stato promesso di inserirlo, dell’emendamento sui parcheggi di Corso Garibaldi senza il quale si rischia un contenzioso con l’impresa Russo. Con perfetta scelta di tempo, degna di una regia da film d’azione, mentre si dirimeva la querelle fuori dalla sala, all’interno le urla e i vaffa del consigliere Antonio Cammarota, presidente della Commissione Trasparenza, “colpivano” l’assessore alle attività produttive Alessandro Ferrara. La discussione era in merito alla variante sulla destinazione d’uso dell’area che ospitava il centro commerciale La Fabbrica dove Cammarota asseriva che alcuni confronti stiano avvenendo in maniera non chiara. “In un momento delicato come questo, vedere queste scene è davvero pietoso, in barba a tutte le regole deontologiche di un vero consiglio comunale. Salerno è stata messa in mano al Salva Comuni, praticamente una sorta di commissariamento ufficiale, i cittadini rischiano di essere sopraffatti dall’aumento delle tasse che vanno ad associarsi alle già aumentate spese di bollette, benzina e spese alimentari – commenta Cesare Guarini – e questi si permettono il lusso di fare queste sceneggiate? Per di più senza risolvere nulla. Credo che sia da persone responsabili dimettersi e tornare alle elezioni, Salerno sta andando in rovina!” Guarini poi anche lui fa riferimento a situazioni imbarazzanti, come “la bacchettata” del presidente Dario Loffredo all’assessore Tringali ed anche alla incredibile situazione dell’opposizione riportata in modo esaustivo da Di Martino del PSI: la mozione portata in Consiglio dai gruppi Forza Italia, Fratelli d’Italia e Oltre si sarebbe dovuta discutere, ma i firmatari, Celano, Ventura, Pessolano, Sarno e Naddeo hanno preferito non rientrare più in aula, lasciando decadere la mozione. Un atto senza precedenti che certifica l’inconsistenza politica dell’opposizione e l’inutilità stessa della mozione presentata.

L’unico momento vero sono stati gli iniziali minuti di raccoglimento per la scomparsa di due persone tra cui l’ex consigliere comunale Gaetano De Simone ed a cui Italexit si è associata nel cordoglio.

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