Franco Alfieri: “Senza togliere nulla ai miei predecessori, farò capire che c’è un altro Presidente”

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“Il metodo Alfieri?”. E’ fare le cose che servono”. Così il neopresidente della Provincia nonchè sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri commenta il suo insediamento a Palazzo Sant’Agostino, a pochi giorni dalla sua elezione. Figura di grande consenso e di indubbia storia amministrativa (fu sindaco di Torchiara e Agropoli, ndr), ma anche molto contestata e controversa, è divenuto, tanto per i suoi detrattori quanto per i suoi più fervidi supporters, il principale simbolo della traduzione operativa del deluchismo sul territorio. Stando alle prime dichiarazioni della nuova guida di Palazzo Sant’Agostino, la presidenza Alfieri agirà nel segno della continuità amministrativa sotto il profilo delle opere da completare, ma non tanto dal punto di vista istituzionale. Stop al piglio moderato di Strianese ma nemmeno il ritorno agli standard di Canfora: il segreto del successo della sua politica, sentenzia, “è decidere”. “Bisogna far capire – senza nulla togliere ai miei predecessori, che io sono un altro Presidente”.

Presidente, è da poco meno di una settimana che ha vinto le elezioni (indirette) provinciali. Da navigato amministratore locale, si aspettava di fare questo tipo di esperienza?

“E’ al tempo stesso una grande responsabilità ed un grande privilegio. Non sono nuovo all’ente provincia: fino al 2009, infatti, durante la giunta Villani, sono stato assessore provinciale ai lavori pubblici. Ricordo che dopo la sconfitta alle elezioni, salutai il personale e dissi: non vi preoccupate che tornerò da Presidente. E ho mantenuto questa promessa: tutto accade quando si vuole fortemente una cosa, e quando si creano le condizioni affinchè questa si manifesti”.

Il suo collega sindaco di Pollica, Stefano Pisani, in un’intervista rilasciata proprio all’Ora a poche ore dallo spoglio, sostenne che probabilmente l’esito di elezioni “dirette” non sarebbe stato molto diverso, e che l’avrebbe premiata nonostante il trend negativo riscontrato per il centrosinistra alle ultime elezioni politiche: è d’accordo?

“Un’elezione a suffragio universale sarebbe stata più complicata. Ma se la gente sceglie per competenza, per la storia, per il merito, termine purtroppo poco utilizzato nel nostro paese (e questa è la tragedia) allora si hanno ottime chance, al di là della sbornia che il centrodestra ha suscitato nel popolo italiano”.

Il vento che soffia nel Paese (e anche in Campania e nel salernitano) è, però, di destra: dovrà rapportarsi con un esecutivo della coalizione a Lei avversa, potrà essere un fattore limitante?

“Sono innanzitutto un uomo delle istituzioni. Quando si diventa sindaci prima si rappresentano le istituzioni, e solo in secondo piano si è uomini di partito. La politica può essere uno strumento per fare le cose: quando la provincia di Salerno dovrà ricevere risorse, oppure si dovrà dar vita a modifiche al quadro legislativo, o produrre una controriforma dei nostri enti, allora io mi rivolgerò alle istituzioni e non a Fratelli d’Italia, alla Lega o a Forza Italia. Vengo dalla Prima Repubblica ed era normale ragionare così, ero democristiano e lo sono tuttora, ma credo fortemente nel Pd e nel progetto del centrosinistra, ritengo sia il naturale proseguimento di quell’esperienza. Il centrosinistra è una casa che non sappiamo interpretare, ma è la nostra casa naturale”.

Quali ritiene siano le opere cui dare priorità nei suoi primi cento giorni di governo?

“Bisogna accelerare tutto quello che è fermo, proseguire quanto è stato avviato, dare una spinta, e far capire che sono un altro Presidente, senza nulla togliere ai miei predecessori”.

Il Suo predecessore Strianese ha affermato, in conclusione del suo mandato, che l’opera che l’ha più reso orgoglioso è stato il completamento del primo lotto della Fondovalle del Calore..

“Opera importantissima cui sono stato orgoglioso, da assessore ai lavori pubblici, di aver posto la prima pietra dopo vari anni di stop”.

Serviranno, però, vari anni per completarla. Altra importante opera di interesse strategico per la mobilità sul territorio è la Pisciottana..

“E’ stata già appaltata ed è un caso, la lasciai appaltata nel 2009, poi arrivò l’amministrazione Cirielli e disse che era tutto sbagliato. Si fermò tutto. Ma il caso vorrà che sarà proprio Franco Alfieri il presidente che inizierà i lavori alla Pisciottana”.

Il “metodo Alfieri”, se lo dovesse riassumere, che cos’è?

“Innanzitutto è decidere. E’ il coraggio, la competenza, il primato della politica, l’agire per priorità, non perdere tempo, fare squadra, lavorare sui territori e capire le loro problematiche. Insomma, è fare la politica come si deve fare, realizzare le cose che servono”.

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