Iannone (FDI): “Assurdo il Pd deluchiano, ogni anno visitano le loro incompiute”

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«Ci vorrebbe un monumento alla vergogna per come amministrano Salerno e la Campania ed invece continuano a prendere in giro i cittadini annunciando ogni anno progetti straordinari e poi finiti nel dimenticatoio da decenni». Così Antonio Iannone, già Senatore della Repubblica candidato al Senato nel collegio uninominale in provincia di Salerno per il centrodestra in quota Fratelli d’Italia di cui è dirigente e coordinatore regionale del partito. Cinque anni intensi a Montecitorio in cui si è contraddistinto per essere uno dei parlamentari più presenti in Aula, l’ex presidente di Palazzo Sant’Agostino sogna il bis alle elezioni politiche con il sogno di «avere un premier donna ovvero Giorgia Meloni alla guida del nostro Paese».

Senatore Iannone mancano meno di venti giorni all’appuntamento del 25 settembre. Si entra nel vivo della campagna elettorale e degli incontri in tutta la provincia di Salerno.

«Sì, queste ultime due settimane saranno intense e decisive per illustrare il programma di Fratelli d’Italia e del centrodestra e convincere gli elettori indecisi o delusi dalle scelte scellerate adoperate in questi anni dal Pd e dai Cinque Stelle a sostenere il nostro partito e la nostra leader Giorgia Meloni. La campagna elettorale prosegue nonostante il periodo estivo ma riscontro un entusiasmo unico come non mai negli incontri che stiamo tenendo in tutta la provincia di Salerno, da nord a sud, e ciò significa che c’è una voglia di cambiamento che i pentastellati hanno cercato di interpretare per poi disperdere il grande consenso elettorale ottenuto nel 2018. Servono politiche serie e credibili che sappiano dare risposte alle esigenze dei cittadini. Basta slogan e progetti campati per aria, gli ultimi due anni sono stati pesantissimi per gli italiani ed ora ci troviamo ad affrontare un’altra emergenza determinata dalla guerra in Ucraina che rischia di diventare strutturale se non si interviene in maniera tempestiva. Il partito cresce grazie all’attivismo dei militanti e dei comitati, dei dirigenti, dei sindaci e degli amministratori locali che conoscono bene le difficoltà degli enti locali e delle comunità. E credo che le candidature proposte da Fratelli d’Italia siano coerenti e premianti per le esperienze maturate sui territori a differenza di chi, come il Pd di Letta, catapulta dall’alto nomi che nulla hanno a che fare con la Campania e la provincia di Salerno come il ministro Speranza. E’ assurdo che chi ha governato il Paese in questi anni, anche senza il consenso del popolo, continui con arroganza a proporre soluzioni che vanno bene probabilmente sulla luna ma non per l’Italia che ha bisogno di difendere con interventi mirati le sue imprese e i consumi delle famiglie messe già in difficoltà dal caro energia».

La crisi energetica è il tema cruciale di questa campagna elettorale. Lei cosa pensa e cosa propone Fratelli d’Italia?

«Non ci nascondiamo e diciamo la verità agli italiani: i prossimi mesi saranno difficili se non si risolverà il conflitto in Ucraina che destabilizza l’intera Unione Europea. Girando per la provincia di Salerno in questi giorni, per parlare di vita reale e non di quella immaginaria e lunatica che raccontano il Pd e la sinistra, ascolto le difficoltà degli imprenditori, dei commercianti, partite Iva che non riescono più a sostenere la pressione fiscale ed ora anche il costo esorbitante delle bollette di luce e gas che sono addirittura aumentate del 400%. Ma come pensano di rassicurare le famiglie monoreddito in cui si deve decidere se fare la spesa o pagare le utenze domestiche o un pensionato che percepisce la minima? A rischio ci sono le piccole e medie imprese che sono l’anima del nostro Paese e che danno occupazione a migliaia di famiglie. Si va incontro ad una crisi sociale dura se continuiamo a regalare bonus a pioggia senza riforme serie. Investire sulle infrastrutture energetiche, sì ai rigassificatori e al tetto europeo al prezzo del gas. Anche le risorse del Pnrr vanno inquadrate in questa nuova fase emergenziale considerato che gli aiutati dall’Europa erano stati previsti per la pandemia mentre oggi la crisi energetica rischia di essere strutturale. Un imprenditore o una famiglia che non riesce a pagare le bollette di agosto non riuscirà a farlo nemmeno a novembre. E’ fondamentale quindi intervenire sulle priorità di cui necessita il Paese».

Il centrodestra è in vantaggio nei sondaggi così come Fratelli d’Italia si conferma primo partito in Italia tallonato dal Pd. Come e se è cambiato il rapporto con gli alleati?

«Il centrodestra è unito e lo sarà anche in questa competizione elettorale dove correrà insieme per concorrere alla vittoria e alla formazione del nuovo governo. La coalizione ha raggiunto un’intesa programmatica di 15 punti e parla agli italiani con un’unica voce. Certo è che ci sono delle visioni qualche volta diverse ma complessivamente c’è una ampia condivisione sulle azioni politiche. Noi di Fratelli d’Italia siamo stati sempre coerenti con gli elettori e con la coalizione di centrodestra: come abbiamo sempre fatto, rispetteremo la volontà degli italiani che indicheranno con il proprio voto il partito che dovrà poi guidare la coalizione. C’è rispetto e sinergia con gli alleati Lega e Forza Italia, qualcuno prova a dividerci ma anche sul dibattito delle sanzioni imposte alla Russia, Fratelli d’Italia ha mantenuto sempre la sua posizione atlantista. Non comprendo chi faccia il tifo per Putin. E’ evidente che c’è un nuovo centrodestra a trazione Fratelli d’Italia che punta ad eleggere il prossimo Presidente del Consiglio. I “governi dei migliori” con Draghi e prima ancora con Giuseppe Conte hanno fallito, noi siamo pronti e continuiamo la nostra campagna elettorale sui territori per liberare la Campania e la provincia di Salerno dal deluchismo».

Proprio i territori, nonostante la diminuzione del numero dei parlamentari, saranno ancora fondamentali.

«Fratelli d’Italia è l’unico partito che può eleggere cinque parlamentari salernitani, vera espressione delle nostre aree dall’Agro-nocerino al Cilento. Altri continuano ad organizzare le visite guidate sulle loro incompiute come Piero De Luca che l’altro giorno ha effettuato l’ennesimo sopralluogo all’aeroporto di Pontecagnano insieme ai soliti fedelissimi. Tutto è rimasto così com’era quando ho lasciato la presidenza della provincia di Salerno. Ci vorrebbe un monumento alla vergogna per come amministrano Salerno e la Campania ed invece continuano a prendere in giro i cittadini annunciando ogni anno progetti straordinari e poi finiti nel dimenticatoio da decenni. E poi mi sorge un dubbio perché da un po’ di tempo il padre Vincenzo ed il figlio eletto a Caserta si contraddicono su tutto, anche sul governo Draghi di cui il deputato del Pd è stato sempre sostenitore a differenza del governatore che ha ampiamente criticato l’esecutivo ed i suoi ministri come Speranza poi candidato proprio in Campania. Ma non è solo l’aeroporto l’unica infrastruttura ad essere ferma, penso alla provinciale Aversana, ai trasporti inefficienti e alla sanità vero grande problema della nostra Regione uscito fuori sotto gli occhi di tutti durante l’emergenza covid. Si vantano sempre della loro filiera istituzionale, io credo invece che sia giunta l’ora di cambiare pagina e Fratelli d’Italia cercherà di interpretare questa voglia di cambiamento per un rinnovamento vero del Paese».

Cosa si aspetta Antonio Iannone da questa campagna elettorale?

«Personalmente sono già soddisfatto di quanto fatto in questi anni, da storico militante e sostenitore della prima ora dalla nascita di Fratelli d’Italia al fianco di Giorgia Meloni. Il mio sogno l’ho realizzato nel 2018 diventando Senatore della Repubblica, ora sogno la nostra leader Meloni alla guida del governo italiano e un ministro salernitano. Fratelli d’Italia e la provincia di Salerno potranno avere il privilegio di avere un contatto diretto con il futuro premier: Giorgia Meloni è un esempio positivo per i giovani, nonostante in questi mesi si siano schierati i poteri forti contro di lei perché sanno che ci sono buone possibilità di vittoria per Fratelli d’Italia. Quando sento parlare Letta e la sinistra di “allarme democratico qualora vincesse il centrodestra” mi chiedo se la democrazia in Italia valga solo quando vincono loro. E faccio fatica a ricordare quando gli italiani li hanno premiati con il voto».

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