Michele Sarno scende in campo: “Ecco il mio progetto per la città di Salerno”

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di Mirko Cantarella

Michele Sarno, candidato sindaco alle amministrative a Salerno nel 2021 e presidente emerito della Camera Penale di Salerno, presenta il suo programma elettorale che ritiene ancora aperto perché attuabile in toto solo dopo un confronto con la cittadinanza e gli esperti dei vari settori. “Voglio ricordare che nel 2016 già ero partito con un progetto politico che però non si concretizzò per un atto di correttezza in quanto nello stesso mese in cui si svolgevano le elezioni per il sindaco di Salerno, vi furono anche quelle per la presidenza della Camera Penale ed essendo stato votato all’unanimità, applicai a me stesso un codice etico – ricorda Michele Sarno – nulla mi impediva di concorrere come candidato sindaco ma ritenni, con una certa correttezza, di non presentarmi più. Non fu un passo indietro ma un atto di responsabilità nel rispetto di tutti perché sono per il fare una cosa sola; spesso si fa troppo e male”. Attualmente l’avvocato Sarno è come detto, presidente emerito della Camera Penale e quindi ha deciso di concorrere per la carica di sindaco con l’idea di dare quell’alternativa alla cittadinanza, che spesso lamentava di non avere, rispetto al sistema che da 27 anni incombe sulla città. Un’alternativa concreta e decisa visto che oltre alla lista “Rinascita”, che poi è anche il suo slogan elettorale, avrà altre due di civiche di supporto ma delle quali ancora non vuole svelare i nomi: “A breve ufficializzerò le altre liste, ad oggi abbiamo tutti i 96 candidati che hanno sottoscritto la candidatura, persone serie e molti dei quali mi hanno chiamato personalmente per scendere in campo. In questa città sta montando un’ era alternativa grazie anche alla serietà della proposta che voglio mettere in campo – continua Michele Sarno – Voglio precisare che non credo nella politica dell’accusa e della demonizzazione dell’avversario ma credo alla politica dei progetti, delle iniziative; non ci si candida per fare il tagliatore di teste e con progetti contro qualcosa o qualcuno ma a favore di qualcosa o qualcuno”. Infatti non disdegna di ricordare di aver ammirato il primo De Luca, quel sindaco che aveva dato uno slancio alla città ma che oggi non è più quello di prima e la città è peggiorata, ferma al palo e nella classifica della vivibilità nazionale è scesa vertiginosamente. E appunta che oggi la città deve rialzare la testa e fare uno scatto in avanti per recuperare il terreno perduto con il preservare ciò che è stato fatto di positivo e migliorarla attraverso un programma e dei progetti. “La mia visione di città è quella con un consiglio comunale dove venga valorizzata la figura del consigliere comunale. Il consiglio comunale non è il luogo dove si ratificano decisioni prese in altre stanze; i consiglieri comunali sono votati dal popolo sono l’occhio sulla città; oggi questa figura è svilita ed anche la figura del sindaco deve ritornare quella di una persona che ha autonomia decisionale – puntualizza Sarno – già il fatto che si parla sempre di De Luca, quando De Luca non è candidato, già questa è una bocciatura per questa amministrazione”. Salerno ha il diritto di recuperare le tante energie positive e i portatori di qualità che oggi sono messi da parte ed a tal proposito che Michele Sarno ha immaginato un percorso civico superando le ormai vecchie logiche dei partiti politici per i quali la meritocrazia sembra un’utopia. Un’idea di Salerno come città del dialogo senza contrapposizioni stucchevoli e come città di serietà istituzionale. La battuta ci può anche stare in un intervento istituzionale ma il dover fare per forza la battuta stanca oltre che si corre il rischio di prendere uno scivolone come ultimamente accade al governatore della Campania: “Dobbiamo recuperare la serietà e non andare avanti per spot”. Parlando di proposte concrete, Sarno ricorda che la serietà di una proposta è pari alla serietà di chi la fa. “Tutti o quasi, ricordano la mia battaglia vinta come Presidente della camera Penale per la presenza a Salerno della Corte d’Appello, che ha portato tanti vantaggi anche economici agli avvocati e anche a tutta la cittadinanza. Se dico che rinuncerei alla mia diaria, le persone sanno che è una cosa reale in quanto già l’ho fatto in passato. Questo è sinonimo di credibilità e di serietà”. E con la stessa serietà che ha sviluppato e sta sviluppando il suo programma elettorale con idee e progetti a costo zero grazie al project financing. Fondamentale in fatto turistico è sviluppare un turismo stanziale con attrattive che durino 12 mesi all’anno. Una prima idea è di riprendere e realizzare il Sea Park, che potrebbe essere quello che per Genova è l’acquario. Altra struttura che porterebbe lavoro e turismo è un centro divertimento in stile Mirabilandia o Gardaland. Ovviamente alla base deve esserci una Salerno funzionale e pulita. Uno dei problemi di questi ultimi anni è che Salerno è tutt’altro che pulita e con pochi bidoni pubblici e con una pessima pulizia delle strade. E che dire del mare? Bohigas disse che la vocazione di Salerno era marinara e quindi bisogna intervenire anche sul mare con i depuratori a cui associare un ripascimento delle spiagge che percorra tutta la costa della città. Infine diventa fondamentale rivisitare l’area ASI e delocalizzare le imprese che sono in sofferenza in un area non più adatta vista la difficoltà anche del trasporto: “Questi sono risultati ottenibili già nei primi due anni di mandato – conclude Sarno.

Su Piazza della Libertà

Sulla variante di 4 milioni di euro stanziati per il completamento di Piazza della Libertà ha sottolineato che ormai la piazza è lì e i lavori vanno ultimati. Sicuramente è impensabile ora distruggere tutto perchè si creerebbe ulteriore danno economico ai cittadini e alla città stessa. ” Non eludo il problema ma voglio rispondere con un’altra domanda. Questa variante era necessaria? E se si, quale vantaggio porta? Quando si amministra denaro pubblico sarebbe bello ed anche più semplice confrontarsi con i cittadini e magari ammettere di aver sbagliato sulle previsioni di termine dei lavori, sui problemi riscontrati, così da raggiungere il risultato senza creare contrasto”.

Sul manager del ‘Ruggi

“In televisione, dopo l’attacco ricevuto, si è dimostrato che io dicevo la verità e lui no. Credo che abbia fatto fare una pessima figura a tutta la comunità con quel suo balbettio classico di chi non ha argomenti e rispondo qui come ho risposto al dottor Giletti; Vincenzo D’Amato non ha parlato per tanto tempo, ha perso un’occasione per tacere anche questa volta. Non riesco a capire, rispetto a quella scena vista da tutti e che è rimasta nella mente di tutti, quel modo di procedere, di non rispondere, di dimostrare la sua incapacità nel ruolo che riveste, come sia possibile che nessuno abbia chiesto le dimissioni di questa persona”.

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