Nessun caso Ronaldo, Regragui miracoloso, occhio agli Orange!

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Il procuratore Crescenzo fa il punto della situazione. Oggi i quarti.

Di Davide Bottiglieri

– Partiamo dalla notizia più clamorosa: la Cenerentola Marocco sbatte fuori la Spagna di Luis Enrique. Un risultato giusto?

Innanzitutto, sono contento che il Marocco non mi abbia smentito, dato che ha disputato una grande partita, anche se avevo detto la scorsa volta che secondo me non sarebbero riusciti a passare il turno, pur consapevole che potevano fare una grande prestazione. Tornando alla partita, la squadra nordafricana ha fatto una partita tatticamente impeccabile, andando a chiudere ogni spazio e con un’attenzione particolare alle marcature preventive, che hanno dimostrato un’ottima organizzazione, tutto merito del grande lavoro di Regragui, che in soli quattro mesi ha realizzato questo miracolo, e ora punta a portare una nazionale africana per la prima volta alla semifinale di un mondiale. La Spagna ha provato a fare la sua partita, ma bisogna dire che non ha fatto vedere un gioco entusiasmante, ed è mancata proprio la voglia di far male all’avversario. Poi i rigori, e qui il Marocco ci ha creduto di più, lì la condizione mentale fa la differenza, vedi il Giappone il giorno prima. Ma sono convinto che per le furie rosse verranno anni gloriosi.

– È lecito pensare che alla formazione iberica manchi ormai da tempo un bomber vero, dopo i vari Torres, Villa, Raul etc?

Non direi che alla nazionale spagnola manca un bomber vero. Negli ultimi venti anni, tranne Torres che era un vero numero 9, sia Villa che Raul, come attualmente con Morata o Dani Olmo, la Spagna ha degli attaccanti di movimento, delle seconde punte per intenderci, che però grazie al gioco tradizionalmente “spagnolo” riescono ad essere molto prolifici dal punto di vista realizzativo, come in passato sono stati Villa e Raul. Anche nella “generazione di fenomeni” iberica, Torres era importante ma non fondamentale nei loro trionfi, tant’è vero che nel 2012 Del Bosque vinse l’Europeo con Fabregas “falso nueve”. La grande differenza l’hanno fatta sempre i centrocampisti: dieci anni fa c’erano Xavi e Iniesta che erano di un’altra categoria, oggi ci sono Rodri, Gavi e Pedri che seguiranno quella strada. Se vogliamo trovare delle differenze importanti, Unai Simon non è Casillas o De Gea, e Laporte e Pau Torres non sono Sergio Ramos, Piquè e soprattutto Puyol.

– Luis Enrique aveva detto che i rigori non sono una lotteria, ma questione di bravura, consigliando un giusto allenamento ai suoi giocatori in vista del Mondiale. Se quanto asserito dall’allenatore è vero e considerando che mai nessuno come la Spagna ha realizzato uno score negativo dagli 11 metri, possiamo dire che il talento dei rigori non scorre nel sangue spagnolo?

Io sono completamente d’accordo con Luis Enrique, tra l’altro esonerato in queste ultime ore. I rigori sono un’ipotesi reale nella fase ad eliminazione diretta, e quindi è una situazione che i selezionatori devono allenare, così come fanno per i calci d’angolo e per le punizioni. Quella ventina di minuti a fine allenamento vanno investiti nei tiri dal dischetto, e magari studiare anche un po’ di statistiche del portiere avversario. Poi quando si arriva a quell’epilogo, l’allenatore sa di chi si può fidare in quelle sfide, perché lucidità mentale, tranquillità e convinzione fanno la differenza.

– Brasile e Portogallo passeggiano. Sono loro ad esprimere il miglior calcio?

Dipende da cosa si intende parlando di miglior calcio. Il Brasile ha espresso un grande gioco votato all’attacco e al divertimento, e tutto è andato bene, anche se di fronte avevano una squadra quasi assente dal rettangolo verde. Il Portogallo invece mi ha sorpreso molto per la ferocia con cui è andato a vincere la partita, dominando in lungo e in largo la Svizzera, dimostrando una gran voglia di vincere. Però, parlando da un punto di vista tattico, Marocco e Francia hanno mostrato sicuramente la migliore organizzazione. Non mi ha entusiasmato, invece, l’Argentina, che ha sprecato davvero troppe occasioni, rischiando poi nel finale, come l’Olanda, che ha vinto più nettamente, ma non ha mostrato un gioco eccellente, ma anche nel suo caso, secondo me deve ancora dimostrare il suo reale valore. La Croazia ha saputo soffrire e ha vinto con merito ai rigori, mentre l’Inghilterra ha vinto grazie al grande reparto offensivo di cui dispone, perché dietro ha lasciato molto a desiderare.

– Serata da sogno per Goncalo Ramos. Come gestirà l’allenatore della formazione lusitana la questione Ronaldo?

Non esiste alcuna questione Ronaldo. Tutto quello che sta venendo fuori è il solito lavoro dei media che vogliono per forza trovare un problema dove non esiste. Cristiano ha 37 anni, chiedergli di giocare ogni tre giorni può risultare faticoso, e Fernando Santos non è uno sprovveduto, se non lo ha schierato, avrà valutato che Ramos potesse essere più utile nella gara contro gli elvetici, e ha avuto ragione. Se fosse esistito un caso Ronaldo, non sarebbe neanche entrato; invece era lì in campo, con i suoi compagni, a guidarli da vero capitano. Vedremo poi, cose nel caso in cui col Marocco parta titolare, come rientrerà tutto, immaginatevi poi se Cristiano dovesse risultare decisivo per l’accesso alla semifinale.

– Quale quarto di finale divertirà di più?

In tutte le competizioni, quando si arriva ai quarti di finale, sono presenti tutte le compagini migliori che il palcoscenico possa offrire. Saranno tutte delle grandi partite. Olanda – Argentina sarà una partita dove si sfideranno due squadre che hanno vinto fin qui per supremazia tecnica rispetto alle avversarie, però non hanno mai mostrato un bel gioco. Brasile – Croazia sembra una sfida a senso unico, sia per quello che hanno fatto vedere i verdeoro, sia perché sulle gambe di Modric&co si faranno sentire i 120 minuti della gara col Giappone, rispetto alla Seleçao che invece ha chiuso la pratica Sud Corea in un tempo, ma la squadra di Dalic venderà cara la pelle: in fin dei conti sono sempre i vicecampioni del mondo. Passando a Portogallo – Marocco pronostici, qui, non se ne possono fare. I lusitani sembrano favoriti, ma i marocchini puntano alla storia di centrare le semifinali, e sicuramente ce la metteranno tutta, però il Portogallo ha mostrato le sue chiare intenzioni durante tutta la competizione: forse sarà questo il quarto di finale più bello e atteso. Concludiamo con la partita sulla carta più equilibrata e dove si sfidano due favorite: Francia – Inghilterra la aspettano in molti come la gara che darà più spettacolo al mondo intero. Io la penso diversamente: rischierò col mio pensiero, ma vedo i Galletti nettamente favoriti, superiori in ogni reparto, e soprattutto difficilmente concedono spazi agli avversari, e poi hanno quel fenomeno parigino lì avanti che… e mi fermo qui. Agli inglesi il compito di smentirmi, anche perché da italiano, quando escono Francia, Germania e Spagna, fa sempre parecchio piacere.

Il Giappone cede alla Croazia. Termina una delle favole di questo mondiale. Quali margini di miglioramento ha la formazione nipponica?

Inizio col dire che è sorprendente quello che è riuscito a fare il Giappone, che come altre nazionali “minori”, calcisticamente parlando, ha abbandonato la scelta di selezionatori Europei, ritenuti da sempre maggiori conoscitori di calcio e tantissime volte li abbiamo visti sulle panchine di queste squadre ai mondiali. Con riferimento ai nipponici, un grande base l’ha posta il nostro Alberto Zaccheroni, che portò i samurai alla conquista della Coppa d’Asia nel 2011. Dispiace che ancora una volta la corsa della nazionale si sia fermata agli ottavi, con i quarti di finale mai raggiunti. Ci sono margini di miglioramento? Assolutamente si, ma non solo per loro, per tutte le squadre c’è la possibilità di migliorarsi. La loro grande forza è la capacità di imbrigliare le squadre avversarie, soprattutto quando queste sono tecnicamente superiori, mentre dovranno migliorare sulla loro attenzione durante i 90 minuti, dove spesso risultano evidenti cali di concentrazione, che portano a commettere delle ingenuità gravi, che quando giochi a questi livelli, nessuno ti perdona, vedi la partita con il Costa Rica. In più, manca un po’ di malizia: quando si gioca, questa è spesso fondamentale, ma nei samurai non è insita.

– L’Argentina affronta l’Olanda con un Lautaro un po’ appannato. Gli Orange, d’altro canto, non stanno esprimendo il loro miglior calcio. Chi la spunterà?

L’Olanda è una grande squadra, allenata da un fenomeno, un reparto difensivo di livello altissimo e un centrocampo di grande qualità. Al contrario, l’Argentina, allenata da un giovane allenatore che però l’ha già condotta al trionfo sudamericano del 2021, presenta una discreta difesa ed un buon centrocampo, ma in avanti non hanno rivali. Lautaro è un grande attaccante, anche se a volte discontinuo, ma ha una cattiveria che vedrete risulterà importante nelle prossime partite. Ora, fin qui, le due nazionali hanno vinto perché nettamente superiori a chi avevano difronte, non facendosi notare per un gioco brillante, e soprattutto non chiudendo le partite nel modo in cui ci si aspettava. Ma sono davvero curioso, perché voglio vedere se con una squadra di pari livello o quasi, saranno capaci di affrontare la gara con una mentalità diversa, mostrando finalmente il loro reale valore, oppure faranno vedere una gara con poche occasioni che si protrarrà oltre i tempi regolamentari. Secondo me sarà una grande partita, e spero che l’Argentina possa portare a casa la vittoria, quindi dico loro. E spero che questi quarti di finale ci facciano davvero divertire.

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