Unione Popolare, Lorenzo Forte: “Ecco perchè sono in campo”

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“Si è tenuto oggi l’incontro con la stampa in cui ho reso note le riflessioni sulle forti motivazioni che mi hanno spinto ad accettare la candidatura al Senato della Repubblica – Collegio Uninominale 03 Salerno e provincia (ad esclusione di alcuni Comuni) – aderendo al progetto “Unione Popolare con de Magistris”. Così Lorenzo Forte, in campo per le elezioni del 25 settembre.

“Ho sempre dedicato gran parte della mia vita alla politica attiva, lavorando accanto agli ultimi, portando avanti battaglie per la giustizia sociale. Sono sempre stato dalla parte di chi viene calpestato nei diritti. Dal 2001 al 2006 ho già ricoperto la carica di consigliere comunale e, dopo quest’esperienza, sono stato impegnato, sin da subito, nell’associazionismo, perché credo fortemente nella politica attiva, intesa come strumento per cambiare la realtà e come servizio alla comunità.

Oggi sento l’esigenza di portare a livello nazionale le battaglie che mi hanno contraddistinto in questi anni, prima tra tutte quella legata alla qualità dell’aria, resa insalubre nei nostri territori dall’inquinamento causato dalle Fonderie Pisano, un mostro che distrugge l’aria, la vita, ogni spazio che viviamo, con la complicità di Enti pubblici, tra i quali il Comune di Salerno e la Regione Campania, che non solo non prendono decisioni, non permettendo neanche di discutere, nelle sedi preposte, del grave dramma che la provincia vive, ma troppo spesso addirittura si schierano apertamente, favorendo, con atti amministrativi, il perpetrarsi del disastro ambientale”, dice Forte.

“È il momento di dire basta, di entrare nelle Istituzioni e costringerli ad ascoltare e ad affrontare la sofferenza di milioni di cittadini abbandonati dalla politica, non tutelati dall’articolo 32 della Costituzione, ovvero il diritto alla salute. È giunto il momento di trasformare la realtà: per questo mi candido, convinto che la comunità ha bisogno di essere ascoltata e di essere parte attiva di un reale cambiamento, con “Unione Popolare con de Magistris”, che rappresenta l’unica opportunità di una sinistra vera, senza ambiguità, che vuole realizzare, nella vita di ogni giorno, la giustizia sociale, i diritti civili, la tutela dell’ambiente, la sanità pubblica, l’applicazione (e non solo la difesa) della Costituzione Italiana, il lavoro che non sia più ricatto, ma che sia lavoro rispettoso della dignità umana.

Un’alternativa pacifista, internazionalista, ambientalista e femminista, di sinistra autentica che vuole dare voce alle classi popolari e lavoratrici (senza rappresentanza da troppi anni), a chi si vede ogni giorno sottrarre spazi di democrazia, a chi perde diritti mentre aumentano le bollette, a chi non riesce ad immaginare un futuro perché ha un lavoro precario o un salario insufficiente (o un lavoro non ce l’ha proprio), a chi non vuole la guerra ed il riarmo, ma più scuola pubblica, più sanità pubblica, più giustizia sociale ed ambientale. Un’alternativa realmente antifascista ed antirazzista, radicalmente diversa dalle forze che oggi chiamano al “voto utile” ma che da anni sono al Governo con le destre, condividendone le politiche guerrafondaie e antipopolari.

Oggi sento il dovere di contribuire a costruire un percorso nuovo, che restituisca ai cittadini la voglia di tornare a fare politica, ascoltando i problemi veri delle comunità ed accettando la sfida di dare risposte collettive, facendo prevalere gli interessi generali sugli individualismi. La politica non può essere, come ormai avviene in Campania, un gruppo di potere a servizio di pochi. A Salerno e nella sua provincia, i palazzi delle Istituzioni sono ciechi e sordi ai drammi che viviamo, con una classe politica che è riuscita a distruggere tutto quello che di buono poteva ancora esserci. Hanno devastato i servizi ai cittadini, abbandonato qualsiasi politica ambientale in città ed in regione, non hanno avuto la capacità di ascoltare gli interessi sani della popolazione, favorendo la cementificazione ed il consumo del suolo.

Da salernitano, da cittadino nato e cresciuto qui, sento il dovere di portare il mio contributo, il mio pragmatismo, il mio desiderio di realizzare il sogno di una comunità a misura d’uomo, di migliorare la qualità della vita, per raggiungere finalmente l’obiettivo di chiudere definitivamente le Fonderie Pisano e dare una forma di risarcimento ai cittadini, restituendo quel territorio, dopo la bonifica, alla popolazione, con un parco pubblico.

Accetto la sfida per contribuire a costruire una nuova classe politica, capace di interpretare e di realizzare un futuro per Salerno ed il Paese Italia. Il progetto politico, targato PD in Campania, attualmente incarnato da Vincenzo De Luca e dai suoi “colonnelli”, sempre più scelti per la loro ubbidienza e non per le loro capacità, è l’apice del fallimento. Vogliamo riportare una linfa vitale nelle Istituzioni, partendo non da quello che faremo, ma da quello che abbiamo fatto, dalle battaglie che abbiamo portato avanti in questi anni, partendo dalla storia che rappresentiamo, la stessa di migliaia di cittadini che, accanto a me, hanno combattuto e provato a modificare la realtà dall’esterno ed oggi mi chiedono di entrare in Senato per portare le loro istanze”, prosegue.

“Nel giorno della presentazione della mia candidatura, colgo l’occasione per manifestare solidarietà ad Alfonso Andria, che una settimana fa ha inviato una lettera ai vertici del Partito Democratico con la consegna della sua tessera, contestando le “logiche padronali del partito a Salerno e nella sua vastissima provincia, opposti ai principi ispiratori del PD, pur di affermare un’egemonia”. Con lui, candidato sindaco nel 2006, mi presentai, come consigliere comunale uscente, con l’obiettivo di contrastare quello che iniziava già a delinearsi, ovvero “il sistema De Luca”. Alfonso Andria è una persona perbene e con la sua candidatura intendeva “normalizzare” la città, ma fu messo ai margini ed oggi è evidente: il PD ha consegnato a Vincenzo De Luca la regione Campania, che quando gli fa comodo, utilizza altri simboli, ma quando deve occupare il territorio per la sua famiglia, utilizza quello del Partito Democratico. Anche per questo, risulta surreale ed inaccettabile che il segretario provinciale del PD possa aver parlato della sua decisione di lasciare il partito sostenendo che “il PD non è un taxi”. Esprimo pertanto la mia vicinanza ad Alfonso, che tanto ha dato alla nostra comunità.

Un motivo fondamentale per cui ho accettato di aderire ad “Unione Popolare con de Magistris”, è quello di contribuire a dare, con la mia candidatura, a migliaia di cittadini della nostra provincia, delusi dall’attuale sinistra, l’opportunità di tornare a votare, convinti che insieme possiamo riportare, nelle Istituzioni, i valori sani che, per troppo anni, sono rimasti inascoltati e soffocati dal “sistema De Luca”. Sento come dovere quello di lavorare, insieme a “Unione Popolare con de Magistris” e a tutte le donne e gli uomini animati dal desiderio di una politica sana, per rimettere al centro il servizio alla comunità, perché “se si sogna da soli è solo un sogno, ma se si sogna insieme, è la realtà che comincia”, conclude.

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