Dario Vassallo: abbiamo costruito un’onda di legalità, la cultura è la nostra salvezza

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di Marcello D’Ambrosio

«Nella lettera che ho pubblicato nel 2017 ho scritto “Angelo non ritornare perchè ti ucciderebbero ancora». Così esordisce Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco di Pollica ucciso esattamente dieci anni fa a colpi di pistola, durante la diretta trasmessa sulla pagina Facebook della Fondazione Angelo Vassallo. L’occasione è la presentazione della seconda edizione premio nazionale letterario dedicato alla memoria di Angelo Vassallo, organizzato insieme all’associazione “Battiti di pesca“. Tra gli ospiti la giornalista salernitana Barbara Landi, la professoressa Fausta Altavilla, ideatrice del premio, Antonio Scarfone, presidente di “Battiti di pesca”, Alessandro Cannavale, autore di un’antologia, Alessio Rega, editore. L’evento è stato moderato dalla giornalista Mariateresa Conte. «Lo penso anche oggi, nel 2021 – prosegue Dario Vassallo nel suo intervento – soprattutto perchè questo messaggio potrebbe essere rivolto a tutti gli italiani. Questo perchè viviamo un momento tristissimo della nostra vita politica, sociale e di italiani. Per questo la lettera indirizzata a mio fratello è idealmente indirizzata a tutti coloro che negli ultimi decenni hanno perso la propria vita per portare avanti ideali di legalità e i principi che sono annoverati nella nostra Costituzione. Vedere in questi giorni tristezza e squallore istituzionale mi ha portato alla mente questa lettera che dimostra che molte morti in questo paese sono stte inutili soprattutto quando la politica è rappresentata da elementi che normalmente non potrebbero essere nemmeno tutori dei propri figli. Questi ultimi quattro anni sono stati migliori perchè abbiamo costruito una grande onda di legalità e portato la storia di Angelo in tutta Italia e nel mondo per far conoscere la bella politica. Oggi penso sia impossibile nascondere la tragica vicenda di mio fratello e relegarla a qualcosa che è successo troppo tempo fa. Non è mai troppo il tempo quando viene ucciso un uomo dello Stato, soprattutto quando ha rappresentato i valori cardine della società come il rispetto per l’ambiente e dei codici che costituiscono una società civile. La nostra Fondazione ormai è ben consolidata, è rispettata e come amo ripetere non c’è nessun portone che non si apra a chi vuole farne parte. Perchè noi portiamo avanti dei progetti e dei valori che sono innati in tutte le persone di buona volontà di questo paese. Non mi piace parlare di resa o archiviazione cui qualcuno fa riferimento ma io parlo sempre di uomini giusti al posto giusto che da dieci anni lavorano in grandi difficoltà perchè i vigliacchi sono anche e soprattutto nelle istituzioni e con queste difficoltà hanno dovuto far fronte a numerosi depistaggi messi in opera nel corso degli anni. Il premio “Angelo Vassallo” è un’altra freccia nella nostra faretra contro chi va contro la legalità. Noi pensiamo che scuola e cultura siano fondamentali senza dimenticare che nel Cilento nel 515 a.c. è nato Parmenide. Vorremmo che il popolo, le persone capissero che attraverso una poesia, attraverso la pittura e la cultura in genere possa scaturire quella volontà di ritornare a capire che il nostro passato non è fatto solo di delinquenti ma di uomini che hanno cambiato il destino dell’umanità. La cultura ci salverà.»

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