Europee: ricorso vinto in Cassazione per Alternativa Popolare; lista del centro Italia riammessa. Bandecchi e Alli “resa giustizia e garantita la democrazia”

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Una vittoria al fotofinish in cassazione, a Roma, quella di Alternativa popolare che inchioda maggioranza e governo. L’Emendamento di Fratelli d’Italia approvato il 21 marzo alla Camera dei Deputati (a meno di 3 mesi dalle elezioni europee 2024) ha modificato il regime delle esenzioni della raccolta di firme per le prossime elezioni europee, portando all’esclusione in quattro circoscrizioni su 5 delle liste di Alternativa popolare. Accolto quindi dalla Cassazione il ricorso di AP: “La lista Alternativa Popolare – scrive l’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione – soddisfa il requisito della certificata affiliazione a un partito politico europeo costituito in gruppo parlamentare al Parlamento europeo nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali e dev’essere ammessa alla partecipazione all’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”.

   Confermato quindi quanto già affermato dall’ufficio elettorale della circoscrizione meridionale che ha dato atto che “tale lista ha diritto all’esonero ai sensi dell’art.12 quarto comma della Legge 24 gennaio 1979, n.18, come riformulato dall’art. 4-bis del D.L. n. 7/2024, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 38/2024, giusta comunicazione inviata dal Ministero dell’Interno pervenuta in data 29/04/2024 in base alla quale: la lista in esame riguarda il Gruppo politico PPE che nell’ultima elezione ha presentato candidature con proprio contrassegno ed ha ottenuto almeno un seggio in una delle circoscrizioni italiane al Parlamento europeo e che è affiliata a un partito politico europeo costituito in Gruppo parlamentare al Parlamento europeo nella legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi elettorali. L’affiliazione è certificata a mezzo di dichiarazione sottoscritta dal presidente del Gruppo parlamentare europeo autenticata da un notaio o da un’autorità diplomatica o consolare italiana.” 

Il tentativo (ha detta di alcuni) della maggioranza, volta a far escludere alcuni partiti dalla competizione europea è dunque naufragata. Una prima vittoria, politica e morale, per il sindaco di Terni e segretario nazionale Stefano Bandecchi e per il presidente Paolo Alli che hanno dichiarato: “resa giustizia e garantita la democrazia”. Grande sollievo e soddisfazione hanno espresso i dirigenti, gli iscritti e soprattutto i candidati delle liste per la competenza e professionalità dimostrata da tutti ed in particolare da Angelo Capelli, la cui tenacia e la cui competenza ha permesso di produrre in tempi celeri un ricorso in Cassazione ineccepibile; dai delegati delle varie circoscrizioni, per il Nord Est  Filippo Maturi che ha gestito il rapporto con la Corte d’Appello di Venezia; Luigi Cerciello, che ha gestito il rapporto con la Corte d’Appello di Napoli; Alfonso Alaimo che ha presentato in modo fulmineo il ricorso a Palermo, il tutto con la sapiente regia della segreteria nazionale diretta da Raffaella Delsanto. Si attende ora il verdetto per le restanti circoscrizioni che sarà sicuramente, dati i presupposti, positivo.

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