Brexit, quali conseguenze per cittadini e imprese? I consigli dell’esperto

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di Gianluigi Cassandra*

Come tutte le separazioni credo che Brexit sarà molto dolorosa per entrambe le parti, almeno nei primi anni.

La società britannica è ancora oggi profondamente divisa, tra brexiters e remainers. Questi ultimi non ancora del tutto rassegnati, sperano almeno in un accordo con l’UE affinché le relazioni politiche ed economiche continuino ad essere molto strette.

Ci sono poi la Scozia e l’Irlanda del nord che minacciano di lasciare la Gran Bretagna e chiedono l’indizione di un apposito referendum, che, ovviamente, Londra teme moltissimo.

Inoltre, l’uscita dalla UE del 31 Gennaio è stata per lo più formale e nessuno sa cosa accadrà tra un anno, quando, passato il periodo di transizione, in attesa della definizione degli accordi, sopratutto commerciali, l’uscita dalla UE sarà anche sostanziale.

Al momento quindi tutto rimane come prima e per i tanti lavoratori italiani che vivono qui non si intravedono segnali di cambiamento, anche se la preoccupazione per una recessione economica e quindi di contrazione occupazionale, non manca.

Ai cittadini italiani che già risiedono in GB sto raccomandando di richiedere il settled (se residenti già da almeno 5 anni) o il pre- settled status, che garantirà ai primi il soggiorno illimitato ed agli altri la permanenza per almeno altri 5 anni.

L’applicazione si presenta on line, sul sito del Governo, ed e’ gratuita.

Per gli imprenditori invece che importano/esportano nel Regno Unito consiglio di richiedere subito il codice EORI (Economic Operator Registration and Identification), che permetterà loro di proseguire il lavoro con continuita’.

Dal 1 Gennaio 2021 sarà infatti obbligatorio avere il codice EORI cominciante per GB, in mancanza ci saranno aumenti di costi e possibili ritardi.

Infine gli esportatori dovranno  attrezzarsi per approntare le dichiarazioni doganali. Preoccupazioni sembrano provenire anche dal mondo accademico. Aumenteranno le tasse universitarie per gli studenti comunitari, che attualmente pagano lo stesso importo di quelli britannici? Ed il programma Erasmus sara’ preservato?

Il Governo assicura che sara’ fatto il massimo sforzo per mantenere la situazione attuale, ma nel frattempo, nell’incertezza, molti studenti europei preferiscono iscriversi nelle universita’ irlandesi.

Con buona pace di Boris.

*avvocato presso Three Graces Legal  a Liverpool e Manchester

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