“Il tennis può riprendere prima di altri sport”

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di Matteo Maiorano – “Consentire gli allenamenti per gli atleti tesserati”. In queste settimane frenetiche caratterizzate da incertezza a tutte le latitudini, il consigliere del comitato regionale Fit, Pietro Dini, spoglia la margherita delle ipotesi per arrivare ad una conclusione per permetta da un lato di tutelare la salute degli sportivi, dall’altro di non gettare alle ortiche la sessione estiva (la più producente sotto il profilo socio-finanziario per l’intera federazione). “L’ipotesi di riaprire i circoli l’otto giugno va interpretata sotto profili differenti. Se i soli tesserati svolgono allenamento, rispettando tutte le distanze che lo stesso tennis di base interpone tra gli atleti, ritengo che questi possano avere accesso alle strutture già prima di tale data e che le prime settimane di giugno possano essere l’inizio per la ripartenza dei tornei. Al contrario – precisa Dini – se l’otto giugno è la deadline di un lockdown sportivo e l’inizio della pratica per tutte le categorie, pro e dilettanti, salterà l’intera stagione agonistica perché saranno necessarie diverse settimane per recuperare la forma fisica”. Sulle associazioni dilettantistiche: “Alcune realtà saranno compromesse in maniera irreversibile. Il tennis può ripartire prima di altri sport, non vedo particolari controindicazioni: gli atleti sono a debita distanza durante l’esercizio e le caratteristiche della partita in nessun modo prevedono il contatto fisico. Sostituire la stretta di mano con un semplice tocco di racchetta o, meglio ancora, evitare il saluto. Sarà tutto a discrezione degli sportivi, ma si tratta di dettagli che non compromettono la giocabilità della sfida”.

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