Salerno: alla scrittrice Angela Mogano il premio letterario dedicato ad Alessandra Braca e ideato da Sportello Rosa

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Ieri sera, nell’aula consiliare della provincia di Salerno, si è conclusa, con la cerimonia di premiazione, la prima edizione di “Un Racconto nel cassetto”, il premio letterario ideato dallo “Sportello Rosa” presieduto dall’avvocato Gabriella Marotta, dedicato ad Alessandra Braca, biologa, docente e ricercatrice all’Università di Salerno, scomparsa prematuramente nel 2021, a soli 43 anni. Tanti gli elaborati che hanno concorso al premio, alla cui organizzazione ha collaborato anche la sociologa Carmela Della Rocca, nato allo scopo di valorizzare i progetti culturali, artistici e sociali che evidenziano i principi dell’associazione, come la solidarietà, il diritto alla cultura, allo studio, alla formazione e, soprattutto, la prevenzione contro ogni forma di violenza. Prima classificata Angela Mogano con “Tano” che racconta la storia di un ragazzino siciliano, “immigrato” e studente di un liceo di Milano. «La narrazione – si legge nella motivazione – si snoda con scioltezza tra il presente e il passato: la voce narrante descrive dettagliatamente le difficoltà di un giovane ad inserirsi in un paese nuovo. Il ragazzo, che come tutti gli adolescenti cerca la conferma di una propria identità che viene contrastata dal colore della sua pelle, ricorda l’infanzia, lo sbarco, la morte del fratello e il dolore. Le speranze e i desideri, però, non sono perduti se si può ancora far conto sull’amore e sui sogni di una vita nuova. Un racconto che trova nell’esplorazione del passato e delle proprie radici la forza per andare avanti e conservare la fiducia nel futuro». Al secondo posto “La collana di avorio” di Gerardo Perri con questa motivazione. «Il narratore racconta una storia con una conclusione felice, il riscatto di una ragazza nigeriana poliomielitica. Il racconto rivela un fatto di attualità: la tratta delle schiave e le organizzazioni che sfruttano le bambine prostitute. L’autore si esprime con varie citazioni storiche e letterarie per esaltare le varie scene del racconto: prima tra tutte l’incontro al pronto soccorso con la bambina schiava accoltellata che vive ai margini della società e che viene curata da un giovane medico. L’incontro fortunato farà sì che Rula riesca a riscattarsi da quel mondo di violenza. Una narrazione che si avvale di un ritmo veloce e che sa condurre all’esito finale con misura, senza trascurare notazioni descrittive o riflessive letterarie, accanto all’esposizione dei fatti. Al terzo posto Viviana De Vita con “Un racconto nel cassetto” tratto da una storia di cronaca giudiziaria verificatasi nella nostra provincia e che affronta il dramma di una madre che, per colpa di un’inchiesta giudiziaria sbagliata, ha perso la propria figlia. «Un racconto che è tratto dalla cronaca – si legge nella motivazione – realistico e attuale che narra la disperazione di una donna, madre e moglie, che deve confrontarsi con se stessa e con le sue emozioni portando a galla un forte conflitto interiore. Un racconto intimo, di una vicenda dura: una figlia che accusa il padre di violenza. La narrazione è condotta in terza persona e si avvale di un ritmo stringente che coinvolge e appassiona il lettore, oltre che di un lessico elegante e raffinato, sempre attento a restituire sensazioni ed emozioni nella loro piena autenticità. Il finale è sospeso e il lettore può dare le sue conclusioni». La commissione era presieduta dallo scrittore e sceneggiatore salernitano Davide Bottiglieri, che ha vinto numerosi premi letterari che gli hanno valso il titolo di ”ingegnere del thriller”; dalla poetessa Rosanna Petraglia, membro di numerose giurie, premiata in diversi concorsi letterari per la sua silloge poetica “Salerno, rima d’eterno”; dalla giornalista Stefania Maffeo, che ha curato la comunicazione di vari enti istituzionali; dalla docente di pianoforte Giovanna Ferro, scrittrice e dalla docente di pianoforte Ersilia Frusciante.

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