San Giovanniello, gioiello storico dimenticato…tra i rifiuti

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L’area era stata recentemente liberata dal mercato rionale

Degrado e incuria regnano sovrani a due passi dal Duomo di San Matteo

di Andrea Bignardi

Degrado, incuria, sosta selvaggia e cumuli di rifiuti. Così si presenta oggi, agli occhi tanto dei residenti quanto dei visitatori Largo San Petrillo, per i salernitani doc San Giovanniello. Lo slargo, destinato ad area mercatale per oltre dieci anni, dopo la pedonalizzazione di Piazza Sant’Agostino, è oggi completamente abbandonato a sé stesso, ridotto ad una micro discarica che campeggia, perennemente, nel cuore del gioiello medioevale, a due passi dal Duomo e dal corso cittadino. Poco prima del lockdown, si era acceso un bagliore di speranza per il destino della zona: il comune aveva infatti ceduto alle richieste della famiglia Siniscalchi che rivendica la proprietà dell’area, disponendone lo sgombero dalle postazioni degli ambulanti. Il tutto, però, senza che il largo fosse restituito pienamente alla fruizione della cittadinanza. L’allontanamento dall’area degli ambulanti non ha però fruttato particolarmente alla zona in termini di decoro urbano, né tantomeno ai residenti in termini di qualità della vita. Anzi, la pulizia dello slargo, prima effettuata, nonostante tutto, con maggiore regolarità data la presenza del mercato, lascia ancor più a desiderare. Cumuli di rifiuti indifferenziati occupano infatti gli angoli della piazzetta, il più grande dei quali al termine della scala che collega il prolungamento di via Mazza con via dei Canapari. Una gradinata, peraltro, molto percorsa dai visitatori che, soprattutto nelle ore notturne, non rinunciano a trascorrere del tempo tra i locali del centro storico. Oltre ai sacchetti abbandonati, che rendono ancor più cospicua la presenza di ratti che già negli anni scorsi avevano sollevato l’attenzione della cittadinanza, capita anche di scorgere rifiuti pericolosi per l’incolumità pubblica come elettrodomestici e lastre di vetro, che stanziano ormai da settimane se non da mesi in uno degli angoli più caratteristici del cuore antico della città. Un altro angolo sottratto, di fatto, alla fruizione pubblica, e relegato alla mansione di parcheggio – peraltro assolutamente insufficiente – per i residenti autorizzati al transito nella maxi-Ztl del centro storico. Eppure non poco ricco di storia: al suo posto, fino al 1943, vi era un rione – San Giovanniello, ndr – che fu completamente raso al suolo dalle incursioni aeree angloamericane del secondo conflitto mondiale. Risparmiato dai bombardamenti fu, invece, ciò che resta di Castel Terracena, la residenza costruita per volontà di Roberto il Guiscardo tra il 1076 ed il 1080, durante gli anni della dominazione longobarda, che cinge da nord la piazza: anche questo, alla stregua dell’acquedotto medioevale di via Arce e di Largo Plebiscito, resta un altro monumento salernitano completamente dimenticato: un ruolo di secondo piano, assolutamente immeritato, data la sua rilevanza storica e la sua posizione strategica.

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