Sequestrato impianto di compostaggio, ministro Costa: “Odori aggressivi, bisognava intervenire” – VIDEO

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di Erika NOSCHESE
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Sequestrato l’impianto di compostaggio ad Eboli. Blitz dei carabinieri del Noe di Salerno, questa mattina ad Eboli, nell’ambito di una mirata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno. Nell’ambito dei controlli dei carabinieri del comando per la tutela ambientale, finalizzato al contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso i principali impianti di trattamento di rifiuti della Provincia di Salerno, i Noe hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di un impianto di compostaggio e stabilizzazione delle frazioni organiche.
La misura cautelare è scaturita anche a seguito di numerose segnalazioni ed esposti giunti da locali comitati ambientalisti e cittadini residenti nelle aree limitrofe all’impianto per miasmi percepiti fino al limitrofo centro abitato.
Nel corso di attività ispettive condotte dai militari del Noe coadiuvati da personale ispettivo dell’Arpac di Salerno, tra giugno 2017 e ottobre 2019, è emerso che per le operazioni di recupero dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata l’impianto riceveva quantitativi di rifiuti biodegradabili di cucine e mense e rifiuti biodegradabili notevolmente superiori rispetto ai limiti imposti, producendo un esubero mensile di circa 500 tonnellate.
Il superamento costante dei quantitativi consentiti, aggiunto alle operazioni di deposito e alla triturazione eseguita nel piazzale esterno dell’impianto, hanno causato le emissioni nauseabonde avvertite dalla popolazione. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 10.000.000 euro.
Intanto, a precisare che non l’impianto non è stato chiuso ma ne è stato autorizzato l’uso con le prescrizioni indicate dal Gip è il sindaco Massimo Cariello: “abbiamo immediatamente contattato la società che ne ha la gestione, la Ladurner Srl, che ci ha fornito esaurienti e dettagliate informazioni, accertando che non vi è pericolo per la collettività, perché i gestori si sono adeguati nel tempo – ha spiegato il primo cittadino di Eboli – Secondo la relazione aziendale, si tratta di un sequestro preventivo eseguito nell’ambito di indagini preliminari dal Gip del Tribunale di Salerno». Il provvedimento fa riferimento a fatti risalenti all’anno 2017 considerati superati nella pratica, tanto che tutti i successivi controlli di Arpac non hanno portato ad alcun tipo di provvedimento, se non a generiche indicazioni e suggerimenti. “L’azienda, di concerto con il Comune di Eboli, pur avendo già messo in atto le migliori pratiche di gestione, sta ulteriormente implementando procedure ed interventi migliorativi, anche tenendo conto delle indicazioni degli organi di controllo, per fornire ulteriori e concrete garanzie alla tutela della salute pubblica», ha poi aggiunto il sindaco secondo cui la “questione odori” farebbe riferimento al verbale di ispezione dell’Arpac del 21 gennaio 2020, ultimo di una serie di numerosi controlli, l’azienda ci ricorda come nel corso dell’ispezione le analisi avevano certificato come tutto fosse “compatibile con le attività espletate nel ciclo produttivo”.
Al Comune di Eboli la società Ladurner, esprimendo la piena fiducia nell’operato degli organi di controllo e dell’Autorità giudiziaria, ha ribadito il proprio impegno per la migliore gestione dell’impianto di compostaggio, anche sulla scorta della propria esperienza e storia professionale, in piena collaborazione e unità di intenti con il Comune di Eboli.
 
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