Comunicato stampa: IN VENDITA I TERRENI CONFISCATI ALLA CAMORRA VINCOLATI AL SERVIZIO DEL PARCO DEL CASTELLO. MA E’ UN “MERO ERRORE”…

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Di Nicola Celentano

IN VENDITA I TERRENI CONFISCATI ALLA CAMORRA VINCOLATI AL SERVIZIO DEL PARCO DEL CASTELLO. MA E’ UN “MERO ERRORE”…

Colti sul fatto! Altro che “mero errore”! La nostra azione di controllo ha scongiurato una vera e propria ignominia per la nostra Città”.

Così Giovanni Romano, consigliere comunale e capogruppo del Movimento Civico Sanseverinese.

“Lo scorso mese di agosto i dis-amministratori che “comandano” nella nostra Città pubblicarono un altro avviso per la vendita di fabbricati e terreni non più utili alle attività del Comune.

Nell’elenco approvato dal Consiglio Comunale a luglio (con i soli voti della maggioranza che sostiene la dis-amministrazione) era presente una voce unica indicante ben 27 “aree demaniali boscate” di proprietà comunale da mettere in vendita. L’elenco dei terreni non fu reso noto al Consiglio Comunale.

L’elenco è stato pubblicato solo con il bando di vendita e… sorpresa!

Sono stati venduti ad un privato anche due terreni (foglio 6 – particelle 212 e 318) che il Ministero delle Finanze trasferì al patrimonio INDISPONIBILE del Comune il 30 aprile 1998 perché confiscati ad un noto esponente della criminalità organizzata degli anni Ottanta.

I terreni furono trasferiti al Comune con il vincolo di destinazione d’uso, voluto dall’Amministrazione Comunale dell’epoca, per realizzare “un’oasi naturalistica annessa al costituendo Parco Archeologico comunale del Castello dei Sanseverino”. L’oasi fu effettivamente realizzata, a costo zero, da “quelli di prima” e messa al servizio dei cittadini e delle associazioni che organizzavano le visite a cavallo nell’area archeologica del Castello.

Il Piano delle alienazioni sottoposto al Consiglio Comunale è stato approvato prima dalla Giunta Comunale che, quindi, non poteva non sapere di aver messo in vendita i terreni confiscati alla camorra.

Ma i consiglieri comunali che hanno approvato quel Piano e quell’elenco ne erano a conoscenza?

Lunedì abbiamo presentato un’interrogazione urgente chiedendo spiegazioni.

L’ALTRO IERI LA VENDITA E’ STATA ANNULLATA!

Ovviamente, nel provvedimento di annullamento del Segretario Generale non si fa riferimento alla nostra interrogazione. Con la solita spocchia arrogante, si scrive che i due terreni sono stati inseriti nell’elenco dei beni in vendita “PER MERO ERRORE”.

La Dis-Amministrazione decide volontariamente di vendere, senza poterlo fare, i due terreni confiscati alla camorra, li inserisce nell’elenco e questo sarebbe un “MERO ERRORE”?

Se non avessimo presentato l’interrogazione, chi avrebbe individuato il “MERO ERRORE”?

E, soprattutto, i terreni sarebbero stati comunque venduti?

Abbiamo “scoperto” che, sempre in modo non dichiarato, uno dei due terreni è stato inserito anche nell’elenco di precedenti aste pubbliche. Evidentemente non bastava a rendere appetibile la vendita ed ecco che, “PER MERO ERRORE”, compare anche il secondo terreno (che è attaccato al primo) nell’elenco dell’asta di agosto.

Siamo sconcertati e preoccupati.

Abbiamo l’impressione che “ci abbiano provato” e che, anche stavolta, li abbiamo costretti a fare marcia indietro così come riuscimmo a bloccare il tentativo di sventrare la collina del Parco con l’inutile “ascensore inclinato”. Da tempo è in corso un vero e proprio “assalto al Castello”, ma non è la solita ed inutile rievocazione storica pagata con soldi pubblici. La dis-amministrazione non è stata in grado di elaborare un serio programma di valorizzazione del Castello quale bene culturale e archeologico, limitandosi ad utilizzare l’area per “scampagnate” che tanti like conquistano sui social. Si sono guardati bene dal contestare la pessima qualità dei lavori di restauro costati milioni di euro (ottenuti da “quelli di prima”!) e terminati con tre anni di ritardo. Nessuno è mai intervenuto per arginare il degrado delle strutture e dell’area archeologica, abbandonata alla vegetazione infestante. Da tempo non funziona più neppure l’illuminazione dell’area superiore.

Ma, nel frattempo, il Castello serve alle iniziative di propaganda politica come la inaugurazione farlocca di del Parco Archeologico fatta al chiuso dell’Aula Consiliare.

E adesso, “PER MERO ERRORE”, la dis-amministrazione decide di vendere a privati terreni pubblici confiscati alla camorra e vincolati ad essere al servizio del Castello.

Segnaleremo il “MERO ERRORE” all’Autorità Giudiziaria.

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