Dorothy Manzo la giovane soprano che sogna l’opera lirica

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“Uno dei momenti più critici della mia vita è stato quello in cui volevo smettere di cantare perché le realtà che mi stavano prospettando non mi piaceva, non rispecchiava il mio essere. Mi sentivo smarrita, persa, sola. È stato coomplesso metabolizzare questo periodo di forte depressione, ma ci sono riuscita grazie ad una solida educazione ed a tutte le persone importanti che fanno parte della mia vita, i familiari, gli amici (quelli veri) ed i maestri che sono stati un punto di riferimento nell’arte, ma soprattutto nella vita”. Sono queste le prime parole che Dorothy Manzo ha pronunciato quando le ho chiesto di parlarmi di lei e del suo percorso, non certo facile, per affermarsi prima a livello locale e poi nazionale ed internazionale, come cantante lirica. Dorothy ha ventotto anni ed un viaggio complicato alle spalle che la sta portando a realizzare un segno: quello di emergere come artista. 

Nata a Cava de’ Tirreni, vive a Vietri sul Mare, il primo paesino della divina costiera. Figlia di padre italiano e mamma africana, Dorothy ha il mare negli occhi e la grinta di chi, con caparbietà, vuole affermarsi nel mondo della musica lirica. “Fin da bambina il mio desiderio era quello di aiutare le persone. Così ho iniziato ad utilizzare la voce, quello che definisco lo strumento del cuore” – afferma la giovane soprana. “Ho cominciato a cantare nel coro della chiesa. Grazie all’ aiuto del mio maestro Pietro D’Amico sono riuscita a canalizzare le mie emozioni. Solo attraverso la voce riesco a far emergere la parte più vera di me”. 

L’ arte, nelle sue forme più disparate, ha sempre fatto parte della sua famiglia: dalla pasticceria del nonno alle sculture dello zio, dalle sfilate di sua madre (modella professionista) alla passione per il canto di suo padre. “Mio fratello ed io abbiamo sempre ascoltato musiche totalmente diverse. Nella mia stanzetta risuonavano Puccini, Verdi, Beyoncé e Giorgia mentre mio fratello, da sempre appassionato di danza moderna, ascoltava Michael Jackson ed Usher. Questi generi musicali hanno definito ed influenzato il nostro percorso artistico”. Anche Dorothy, come suo fratello, è partita dalla danza per poi appassionarsi al canto leggero fino allo studio del canto lirico, prima al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e successivamente al Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno. Questa ragazza occhi-cielo, come l’ho definita fin dal nostro primo incontro, possiede una voce potente che si contrappone al suo animo delicato e gentile. 

Maria Callas, Luciano Pavarotti, Renata Scotto ed Andrea Bocelli sono per lei fonte di massima ispirazione. Nonostante la giovane età vanta numerose esperienze sia come solista che come componente di formazioni operistiche e corali. All’età di sedici anni si esibisce con il famoso soprano Katia Ricciarelli al “Festival della Natura” di Palinuro e nel 2017 viene scelta come unica giovane artista all’evento internazionale “Concerto di Betlemme” dove canta l’ Hallelujah di Cohen nel Complesso della Natività ad Israele. Lo stesso anno partecipa al “Concerto dell’Epifania” trasmesso su Rai 1

“Sogno di essere la protagonista di un’opera importante. La fusione di musica e parole, di canto e teatro mi affascina da sempre”. Dorothy, con la sua voce, tocca le corde del cuore. In un contesto epocale in cui erroneamente si tende a pensare che il mondo della lirica appartenga solo agli adulti, questa ragazza sente forte il desiderio di emergere, di affermare la propria identità. La musica lirica resiste al tempo. È un baluardo della nostra storia, uno scrigno di note che regala emozioni. Dorothy lo sa bene e coltiva con entusiasmo le sue ambizioni. Il suo è un sogno senza tempo o forse “fuori dal tempo” come molti penseranno. La lirica è il suo mondo incantato, un luogo fatto di studio e sacrificio dove pensieri, voce e parole si intrecciano creando armonie che fanno rabbrividire solo chi sa ascoltarle con il cuore. 

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