Nicola Provenza (M5S) e l’incontro con Brusaferro: “Istituto superiore sanità pronto ad attenzionare il caso Pisano”

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A scendere sul campo di battaglia contro le Fonderie Pisano c’è di nuovo il Movimento 5 stelle, quello che da anni conduce una lotta in mezzo ai cittadini prima e in Parlamento (con il deputato Nicola Provenza in prima linea) e al Comune di Salerno con i consiglieri di opposizione Claudia Pecoraro e Catello Lambiase, poi. Nella conferenza stampa in cui Lorenzo Forte, il presidente del Comitato Salute e Vita, ha svelato ulteriori iniziative e ulteriori azioni in merito all’impianto industriale di Fratte, hanno partecipato proprio il deputato della Repubblica Italiana Nicola Provenza ed i consiglieri del Comune di Salerno Claudia Pecoraro e Catello Lambiase ed alla quale ha aderito anche la consigliera Elisabetta Barone. Ma non solo partecipazione: è lo stesso medico e politico Provenza che nel corso degli anni si è preso carico della questione personalmente, portandola alla luce del Governo nazionale con interrogazioni e interpellanze che hanno avuto risalto non solo mediatico, ma hanno acceso riflessioni e dibattiti sulla “piccola Ilva” di Salerno. Ed è lo stesso Provenza che giovedì ha tenuto un incontro con Silvio Brusaferro, medico e presidente dell’Istituto superiore di sanità. L’incontro ha avuto al centro proprio la discussione in merito alle Fonderie Pisano che – secondo l’esperto – dopo lo studio Spes e dell’istituto zooprofilattico (che è regionale) meriterebbe una maggiore attenzione. Ed è lo stesso Provenza ad andare verso questa direzione con le altre azioni concrete messe in campo all’interno del Parlamento. “Qui parliamo della qualità di vita dei cittadini, non si può non considerare che questo è un tema in atto da troppo tempo. Al di là del nesso di causalità deve sollevare attenzione massimale. Se volessi dare che ci sono più fonti inquinanti, chi è al massimo livello istituzionale – ha dichiarato Provenza nel corso della conferenza – deve trovare una soluzione. E’ evidente che se ci sono dei dati che vanno a supportare questo tipo di ipotesi, la cosa diventa più stringente. Ecco perché il livello di sensibilità rispetto al tema da parte dei sindaci prima ancora della Regione, deve essere massimo. Chi difende i cittadini, in qualità di prima autorità sanitaria, è il sindaco che ha obbligo etico e morale di essere in prima linea”. L’istituto di sanità – ora – che potrebbe attivare un ulteriore approfondimento sul caso, dovrebbe essere “sollecitato” dal Ministero della Salute, con il quale è lo stesso Provenza ad avere interlocuzioni: “Nello studio epidemiologico, che dal Ministero della Salute, fu commissionato proprio all’Iss vennero fuori una serie di evidenze e dove si sollecita un ulteriore approfondimento e si sollecitano le istituzioni a mettersi insieme, a confrontare anche questa serie di dati e io in una terza interrogazione che ho già depositato – chiarisce il deputato – stimolo il Ministero a confrontare i dati dello studio Spes, questo studio epidemiologico per cercare di fornire una risposta certa e definita che i cittadini di Salerno e quelli di Pellezzano e Baronissi, attendono da un tempo biblico. La politica e le istituzioni non possono oggi non avere un atteggiamento prioritario nella propria agenda su questo tema – ha concluso – indipendentemente dai percorsi giudiziari che non consente un temporeggiamento. Osservatorio epidemiologico regionale, registro dei tumori di Salerno, Asl, registro campano dei difetti congeniti dovrebbero – come stimolato dallo stesso Brusaferro – mettere insieme tutte le forze per poter arrivare a delle conclusioni che sono già nella realtà delle cose, non si può sempre buttare la palla in tribuna per non risolvere una questione che è politica”.
Anche i consiglieri pentastellati intanto promettono battaglia e lanciano una provocazione al governatore De Luca: “Il dovere del sindaco Napoli è quello di intervenire in qualità di massima autorità in tema di sanità sul territorio comunale, ma dobbiamo tenere presente che non è funzionalmente libero e autonomo per prendere decisioni. Conosciamo benissimo il suo legame con il Governatore – ha sottolineato Claudia Pecoraro – le sue decisioni sono filtrate da De Luca, tanto che il Governatore stesso è stato cartina da tornasole per poter assorbire i voti di questa tornata elettorale, non ha esitato a scendere in campo in prima persona a fare campagna elettorale, “Salerno è De Luca”. Eppure, mentre sostiene di tenerci tantissimo alla salute dei suoi concittadini, tanto da mantenere la Campania come l’unica regione in Italia ad osservare ancora l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, nella “sua” Salerno, costringe le persone a morire per malattie oncologiche, mantenendo ancora aperte le Fonderie Pisano, serbando un silenzio ignominioso sullo studio Spes, anche quando interpellato direttamente sulla questione. Noi, in ogni caso, ci batteremo in prima linea per supportare la battaglia del Comitato Salute e Vita per un futuro più sano per i figli e le figlie della nostra terra”. “La salute dei cittadini viene prima di ogni cosa: chi si fregia di difendere la salute dei cittadini salernitani con provvedimenti più restrittivi del resto di Italia non può poi fare “orecchie da mercante” di fronte ad una fabbrica che genera inquinamento e malattie in piena città, le Fonderie Pisano. Da medico e da cittadino – ha sottolineato poi Catello Lambiase – prestato alla politica non posso che mettere questa battaglia al primo posto delle mie azioni. Nel suo discorso programmatico di insediamento Napoli ha illustrato i suoi obiettivi da portare a termine nei prossimi cinque anni e non ha trovato nemmeno il tempo di un cenno a quella che è la principale causa di inquinamento ambientale in città. Il primo cittadino è la prima e principale autorità sanitaria e risponderà della sua “dimenticanza” di fronte ai cittadini: in commissione ambiente e sin dal primo consiglio comunale ho posto con forza la mia determinazione ad affrontare questo annoso problema e non mi fermerò di fronte alla mollezza di una amministrazione comunale che è oramai collusa.
Fortunatamente tante forze cittadine combattono da anni questa battaglia ed a loro va dato il merito di mantenere alta l’attenzione mediatica sul problema, nonostante attacchi e velati inviti a desistere, pagandone il prezzo in prima persona. L’Associazione Salute e Vita troverà in me e nel M5S un alleato in prima linea. Insieme a loro metteremo in campo qualunque azione concreta nelle istituzioni volta alla chiusura della fabbrica. E non tollereremo oltre la solita scusa della delocalizzazione che va avanti oramai da un decennio. I dati dello studio Spes e dello studio epidemiologico che sono a conoscenza del sindaco impongono il lucchetto definitivo a quei cancelli. E’ questo il primo ed unico passaggio che il sindaco Napoli può e deve fare se davvero ha a cuore la salute dei cittadini salernitani”. “Se De Luca è davvero così legato alle mascherine – concludono – che le regali anche quando sarà finita la pandemia alle cittadine e ai cittadini che abitano nei pressi delle Fonderie Pisano, almeno non saranno costretti a respirare le polveri sottili. E si degni di rispondere quanto prima sullo studio Spes”. Intanto le mamme della zona lanciano anche la petizione per tutelare i propri figli. Questo – https://chng.it/pnkWqsNfWB – è il link della petizione su change.org dal titolo “Basta metalli pesanti e diossine nell’aria che respirano i bambini di Salerno!”, lanciata da un gruppo di genitori preoccupati per la salute dei propri figli e dei bambini della nostra città, nonché di quella di tutti noi.

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