Tutti in estasi per Estasi!

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A Salerno brilla una nuova luce, fortunatamente non solo per il periodo natalizio, bensì per tutto l’anno: la pasticceria e caffetteria Estasi, che si trova nella zona di Mercatello a Salerno, in via Raffaele Mauri 70. Si tratta di un’autentica novità, una ventata di aria fresca per la zona orientale di Salerno, e non solo. In questa pasticceria è possibile gustare prodotti di alta qualità, dalla prima colazione alle torte, dai mignon ai grandi lievitati.

Qui, inoltre, avrete la possibilità di gustare viennoiseries di altissimo livello: pain au chocolat, pain suisse e la loro vasta gamma di croissant e prodotti sfogliati, anche vegani.

I proprietari sono Ivano e Irene, giovanissimi (lui 36 e lei 28 anni) e pieni di energia, nonostante la loro vita in laboratorio inizi dalle 4 del mattino fino alle 20 di sera, portandoli a mettere da parte vita sociale, o anche banalità che noi diamo per scontate come prendersi del tempo per andare dal parrucchiere o fare una passeggiata. Per non menzionare i periodi dei grandi lievitati, come panettoni, pandori o colombe, dove l’orario di produzione passa dalle 23 alle 16 del giorno successivo. Un impegno notevolissimo.

Conosciamoli più da vicino: Ivano e Irene, prima di svolgere questo lavoro, di cosa vi occupavate?

Irene: «Io ho studiato alla scuola alberghiera, successivamente ho lavorato presso cucine aziendali in ospedale e dopo ancora presso un panificio, dopodiché ho deciso di dare una svolta alla mia vita e frequentare una scuola di pasticceria. Ho sempre avuto il sogno di lavorare nella ristorazione.»

Ivano: «Io ho frequentato il liceo scientifico e agraria, ho svolto varie professioni, tra cui l’agente di commercio nel campo alimentare e vari altri lavori nella ristorazione. Da quando avevo diciotto anni sentivo il bisogno di creare qualcosa di mio, ho sentito la necessità di specializzarmi ancora e mi sono iscritto ad una scuola di pasticceria.»

Ivano e Irene, infatti, si sono conosciuti tra i “banchi”, o meglio, tra i fornelli della scuola Icook di Torino, Accademia di Pasticceria di Luca Montersino e Francesca Maggio. Hanno collaborato insieme a Francesco Boccia, Lorenzo Puca e il cioccolatiere Alexander Bordeaux.

Un curriculum di tutto rispetto, insomma.

Perché “Estasi”?

«In un mondo in costante movimento, vogliamo che il cliente, quando assaggia la nostra pasticceria, provi quella sensazione in cui tutto si ferma e vada, appunto, in estasi. Ci siamo posti come obiettivo per i nostri clienti questo stato d’animo.»

Irene viene da Prato e Ivano è salernitano. Come mai avete scelto Salerno per l’apertura della vostra pasticceria?

«Abbiamo deciso di aprire a Salerno grazie alle agevolazioni di “Resto al Sud”, incentivo che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nel sud e nel centro Italia. Si aggiungono, poi, una conoscenza approfondita del territorio campano e una maggiore possibilità di crescita.»

Qual è il vostro obiettivo? Il vostro sogno?

Irene: «Infondere nelle persone la conoscenza della “vera” pasticceria. Purtroppo, oggi si confonde spesso ciò che è dolce come un qualcosa di eccessivamente zuccherato. A volte nei prodotti proposti non si riescono a distinguere gli elementi che li compongono a causa dell’eccessiva dolcezza, ma la pasticceria è ben lontana da questo, è soprattutto equilibrio.»

Ivano: «Crescere, investire e divertirci facendo ciò che più ci appassiona. Perché no, anche entrare nella Top 10 delle pasticcerie italiane, soprattutto per i grandi lievitati e per i prodotti della prima colazione, avere un riconoscimento significativo, insomma.»

I risultati non hanno tardato ad arrivare: la pasticceria Estasi, infatti, è stata premiata da Invitalia e Gambero Rosso su un totale di 14.000 imprese.

Come si è presentata l’occasione? Qual è stata la svolta?

Durante la pandemia, Ivano e Irene erano separati, lui a Salerno e lei a Prato. Ivano spiega: «Ho iniziato ad informarmi per gli incentivi, a come accedervi e gestire tutte le questioni burocratiche e nell’autunno 2021 avevamo un piano ben definito sulla futura apertura. È andato tutto liscio, dal progetto alla scelta dei colori del locale.»

Chi vi ha aiutati e incoraggiati?

«Un grande aiuto viene dai nostri genitori, loro ci hanno incoraggiati e supportati anche a discapito del momento storico particolare. Dobbiamo anche ringraziare amici, parenti e collaboratori, loro ci hanno dato una mano anche a livello psicologico. Avevano tutti avuto modo di assaggiare i nostri prodotti (e anche i nostri esperimenti) e sapevano che sarebbe stato un ottimo percorso da intraprendere.»

Chi, invece, ha remato contro e si è dimostrato più scettico?

«Nessuno in particolare, se non proprio noi stessi. La nostra preoccupazione più grande era, forse, la reazione del pubblico nei confronti dei nostri prodotti più innovativi. La ricercatezza e l’accostamento di sapori particolari per i mignon, come anche la proposta di una viennoiserie, difficile da trovare in giro e difficile da proporre a palati non abituati, avrebbe potuto rivelarsi fallimentare. Vedere, però, che il cliente ritornava dopo la prima volta, più e più volte, è stata ed è ancora la nostra più grande soddisfazione. Grazie ai nostri prodotti, siamo addirittura riusciti a vincere la diffusa convinzione che il cornetto sfogliato sia difficile da digerire.»

Cosa vi distingue dalle altre pasticcerie?

«L’utilizzo di materie prime di alta qualità e la proposta di un prodotto difficile da trovare in questo territorio: il croissant alla francese ed altri prodotti sfogliati. Oltre a questo, anche il locale moderno, che dà un impatto luminoso grazie all’intonaco bianco e alle grandi vetrate, e si discosta, così, dalle tipiche pasticcerie un po’ cupe.»

Siete entrambi giovanissimi: quale consiglio, monito o incoraggiamento vi sentite di dare ai giovani imprenditori del domani che possono avere il vostro stesso sogno?

Irene: «Buttatevi e seguite la vostra passione, senza remore.»

Ivano: «Fatelo, ma con cognizione di quello che state facendo. Preparatevi, studiate tanto e siate coscienti delle vostre capacità e, perché no, di poter fare la differenza.»

Avete introdotto delle importanti novità per il vostro sviluppo futuro?

«Terminato l’anno 2022, che è stato un anno di studio, di esperimenti e di vari assestamenti, abbiamo stretto una collaborazione con la società di consulenza Nuvun di Francesco Maria Galletto, per lo sviluppo della nostra azienda e del nostro brand. Questo ci permetterà di sviluppare i canali di comunicazione e di tenere sotto controllo aspetti significativi dell’impresa difficili da gestire, dato che il nostro lavoro si focalizza per il 99% in laboratorio.»

In occasione della Pasqua, sarà possibile gustare le loro colombe artigianali, sia dolci sia salate, e anche i grandi classici come la pastiera napoletana e il casatiello, per i fan del salato. Non mancate!

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