Coraggio Salerno: “Città universitaria senza biblioteche e aree studio per studenti”

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di Marcello D’Ambrosio

Biblioteche e aree studio grandi assenti in una città universitaria come Salerno. A denunciarlo è l’associazione “Coraggio Salerno” che sul tema ha organizzato un seminario previsto nel pomeriggio di domani 27 dicembre intitolato “Biblioteche 2.0: quale futuro oltre il COVID-19? Prospettive ed esperienze virtuose”. Durante il dibattito si cercherà di comprendere perché nella città di Salerno questi servizi essenziali per lo studente non siano mai stati garantiti. Servizi anche minimi a vantaggio di giovani, sia residenti che fuorisede, alle prese con la cronica mancanza di spazi attrezzati per studiare. Più volte, infatti, i progetti di costituzione di una biblioteca civica sono naufragati malgrado non manchino, in Italia, esperienze amministrative virtuose di questo tipo. L’iniziativa è nata dal gruppo di lavoro “La Città Aperta”, uno dei cinque gruppi tematici formati dalla prima Assemblea Pubblica del progetto Coraggio Salerno. Tra gli ospiti del seminario, moderato da Giovanni Meriani di Coraggio Salerno, ci saranno Lucia Napoli, ex direttrice dell’archivio storico del comune di Salerno e Mina Felici, ex funzionario della Soprintendenza B.A.P.S.A.E di Salerno e Avellino. E ancora, Giorgio Antoniacomi, direttore della Biblioteca comunale di Trento, specializzatosi in management urbano, nonché direttore artistico e presidente di Pergine Spettacolo Aperto e direttore del Centro servizi culturali Santa Chiara. Infine, presente anche Marcello Andria, docente presso il DISPAC UNISA, ex bibliotecario alla Biblioteca Nazionale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli ed ex Direttore del Centro Bibliotecario dell’Università di Salerno. L’attivazione di una rete capillare di biblioteche attive sul territorio è uno dei passi necessari verso quell’ideale di città capace di costruire valore aggiunto a partire dalla cultura, dalla ricerca, dallo studio. Non bisogna dimenticare, poi, l’elemento dell’innovazione tecnologica: immaginare una proposta in merito era difficile prima della rivoluzione digitale e lo è ancora di più in questo periodo, in cui il paradigma della biblioteca è cambiato e si rinnova giorno dopo giorno.

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