Dario Vassallo: cercare la verità per dare dignità al Paese

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di Marcello D’Ambrosio

«Cercare la verità singifica dare dignità al pese e a organi importanti come la magistratura perchè in questi dieci anni ci sono stati uomini che non hanno lavorato nel verso giusto». Sono le prime parole di Dario Vassallo, fratello di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato il cinques ttembre 2010 durante la diretta streaming trasmessa sulla pagina Facebook della testata l’Ora di Cronache per presentare il nuovo libro di Vassallo, “La verità negata“. A parlarne con l’autore il direttore di L’ora di Cronache Andrea Pellegrino, l’avvocato salernitano Oreste Agosto, l’onorevole Andrea De Simone. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Barbara Landi. «Cercare la verità – afferma Dario Vassallo -non è una questione personale ma significa dare dignità al cittadino perchè l’osservazione che ha fatto Andrea Pellegrino sta tutta nel libro perchè se ci troviamo in questa situazione è perchè molti non hanno cercato la verità, ma non la verità sull’uccisione di Angelo Vassallo ma su quanto succede dentro casa propria, sul proprio territorio, nel proprio comune. La verità non è negata a Dario Vassolo e a Massimo Vassallo ma agli italiani. Per cui se oggi ci troviamo a parlare di Ceppaloni credo che siamo rovinati perchè i politici di oggi non hanno un orizzonte. Cercare la verità significa dare una scossa. La verità negata non è solo un libro ma qualcosa di più che va oltre l’orizzone perchè rappresenta i tanti interrogativi che un cittadino dovrebbe porsi nella vita quotidiana. L’uccisione di Angelo Vassallo è l’occasione per poter porsi la domanda sul senso di essere sul pianere se non dò un senso alla mia vita di ciascuno di noi e dei nostri figli. Oggi ci troviamo in una situazione così caotica a livello istituzionale: significa che questa verità volutamente non è stata cercata o voluta perchè metteva in dubbio il comportamento di tanti uomini delle istituzioni»

«Noi dobbiamo accompagnare i giovani per mano, ma non per vent’anni ma per al massimo due anni perchè ce ne sono tanti bravi da nord a sud. Basta leggere qualche lettera dei ragazzi che ho incontrato a Bologna che oggi sono uomini: sono passati dieci anni, oggi hanno più di venti anni, ormai possono prendere in mano le redini del paese. Tocca a loro. Vediamo in Europa e nel mondo molti governanti giovani. Dobbiamo lasciare che facciano loro. A Ponte Ivrea, dove è stata intitolata una scuola ad Angelo Vassallo, oggi i giovani stanno studiando il libro “La verità negata”. Questa è la bellezza della fondazione Angelo Vassallo, le tante attività che porta avanti. Poi c’è la parte brutta della poliica ma ognuno di noi conosce ogni singolo personaggio, tra cui c’è chi è famoso non per quello che ha costruito ma per quello che ha distrutto: alcuni tra questi hanno fatto danni irreparabili. Ben venga allora quando un giovane mi telefona e chiede di fare una tesi di laurea su Angelo Vassallo. Non cerchiamo notorietà, nessuno la voleva. Parlo giovani perchè l’inghippo è che tutti questi miliardi provenienti dall’Europa saranno gestiti per i prossimi dieci o quindici anni. Poi se da un punto di vista politico mi parlate di Matteo Renzi nel libro c’è scritto anche cosa penso di lui. Ma bisogna capire chi lo ha riabilitato, perchè Renzi era scomparso dopo il referendum del 2016. Per cui la politica e soprattutto gli uomi del Pd hanno grosse responsabilità. Se ora si trovano Renzi che spariglia le carte ritengo sia colpa dei politici che ogni giorno vanno in tv a predicare senza sapere che la colpa è loro».

«Il collegamento tra Pollica e Capaci è nato a Firenze con Antonio Vassallo: è stato uno dei primi testimoni dell’attentato al giudice Falcone. Antonio è un fotografo e mentre scattava delle foto quando dall’auto di Falcone esce un polizziotto ferito: si sono guardati e il poliziotto stava per sparargli. Ho conosciuto entrambi, Angelo Crobo e Antonio, a un convegno a Firenze. Lì è nata questa amicizia molto forte. Andando a Capaci ho capito tante cose. C’è una grata chiusa che arriva all’autostrada. Bisogna capire come gli assassini hanno potuto piazzare l’esplosivo. Siamo stati gli unici a proiettare il film “Il sindaco Pescatore” dove c’è scritto “non mafia”, nel luogo dove anche Brusca ha confessato di aver azionato il telecomando».

«C’è l volontà politica di non associare Angelo Vassallo alla dieta mediterranea. Quando in un ente come il Parco Nazionale del Cilento si parla di dieta mediterranea e non si cita mai Angelo Vasallo c’è una volontà politica di distruggere un uomo. In occasione del Milano Expò a parlare di Angelo è stato il Gal di Nebrodi non di di Pollica. Questa è una vergona! Sono dei codardi. Se non citi Angelo Vassalo quando parli di dieta mediterranea sei un delinquente!»

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