De Luca – Piantedosi, scontro a Napoli

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Dal Ravello Festival arriva il grido d’allarme: «Quest’anno, a due mesi dalla sua prevista inaugurazione, il Ravello Festival non può ancora basarsi su un budget definito a causa del blocco determinato dal Governo ai fondi europei che, nelle ultime edizioni, sono affluiti alla Fondazione Ravello mediante i Poc della Regione Campania, che hanno finanziato la rassegna in maniera pressoché esclusiva». L’organizzazione della prestigiosa kermesse culturale e musicale della Costa d’Amalfi rischia di non rendersi possibile a causa dell’incertezza relativa ai fondi coesione, destinati anche al mondo della cultura, sui quali la Regione Campania chiede al governo Meloni di sbloccarli prima che sia troppo tardi. «I Consigli di indirizzo e di amministrazione – spiega in una nota Fondazione Ravello – si sono oggi congiuntamente riuniti per esaminare la questione e decidere sulla celebrazione del 72esimo Festival di Ravello. Allo stato, gli Organi della Fondazione hanno solo potuto prendere atto che la carenza del finanziamento statale rende impossibile un allestimento pari nel numero degli spettacoli a quello degli anni scorsi. Nell’attesa di qualche certezza, è stata anche paventata la sospensione della gara attualmente in corso per la realizzazione del palco nei giardini di Villa Rufolo». Circostanza per la quale «gli Organi direttivi della Fondazione hanno, perciò, deliberato di richiedere alla Regione Campania uno specifico sostegno finanziario straordinario per consentire di non interrompere la tradizione del Festival, pur con una programmazione ridotta».
Già mesi fa il governatore Vincenzo De Luca aveva denunciato la programmazione a rischio di tantissimi eventi culturali in Campania, tra cui appunto il Festival di Ravello o il Giffoni Film Festival. Proprio sulla questione dei fondi di sviluppo e coesione, il presidente della giunta regionale, nel corso della consueta diretta social, ha annunciato che «su richiesta della Regione il Consiglio di Stato ha anticipato l’udienza di merito sui fondi sviluppo e coesione al 9 maggio. Ci auguriamo che anche prima del 9 maggio si possa firmare l’accordo di coesione con il governo nazionale da parte delle 4 regioni meridionali che sono ancora fuori da questo accordo».
Ma lo scontro sui fondi tra De Luca e governo coinvolge anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: entrambi presenti ad un convegno organizzato in Prefettura a Napoli dal prefetto Michele di Bari, nel suo intervento, De Luca aveva lamentato il trattamento riservato, a suo dire, dai sindaci campani che hanno partecipato alla manifestazione indetta dalla Regione Campania a Roma per protestare contro il blocco dei fondi sviluppo e coesione lo scorso 16 febbraio. Piantedosi, presa la parola, si è rivolto al governatore campano sottolineando che «la Campania è l’unica regione che non riesce a concludere l’accordo. Le altre stanno negoziando». L’affermazione ha scatenato la rabbia di De Luca, che rivolgendosi al ministro ha replicato: «Allora mi dica quali sono i problemi». E l’esponente del governo, di origini avellinesi, ha risposto: «Mi propongo, se lei lo ritiene, di rendermi interprete di qualsiasi possibilità di mediazione e collegamento con il governo centrale. Magari lo facciamo concordato, non è che viene al Viminale quando sa che io sto a Palermo per un’udienza pubblica e dice che mi sono disinteressato. Magari lo concordiamo. La gestione dell’ordine pubblico davanti ai palazzi di governo si fa con gli stessi criteri che lei invoca quando ci sono le manifestazioni sotto la Regione Campania. I palazzi delle istituzioni sono trasparenti e aperti ma si usa la cortesia di concordare quando bisogna essere ricevuti. Non ci si presenta e si mette in difficoltà anche chi lavora». In quell’occasione De Luca aveva guidato la “marcia” dei sindaci campani su Roma arrivando anche ad alcuni spintoni e parole piuttosto colorite contro i funzionari del Viminale che cercavano di bloccare il corteo diretto verso il Ministero in assenza di un accordo preventivo. Da giorni, inoltre, sul Ravello Festival esponenti di Fratelli d’Italia hanno espresso solidarietà allo scrittore Scurati (sul quale infiamma il dibattito politico per la censura al suo discorso in Rai), estromesso dalla kermesse culturale direttamente dal governatore De Luca dopo la sua nomina a presidente della Fondazione nel 2021, costringendo l’artista alle dimissioni. A ricordare l’episodio il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano intervenendo al dibattito su “L’Europa dei conservatori: valori e identità”, in occasione della Conferenza programmatica di Pescara di FdI. «Voglio esprimere solidarietà – ha detto Sangiuliano – nei confronti dello scrittore Scurati, che conosco e apprezzo. Una solidarietà tardiva, perché l’ho appreso solo ieri, per quando il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, lo cacciò dal Festival di Ravello perché non era conseguente alle sue disposizioni. Quindi, solidarietà a Scurati».

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