Primavera Salernitana: ‘Stamattina per il mare, bene comune’

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…C’è bisogno di una nuova visione dell’idea di città di mare, sia per i residenti che hanno il diritto di godere di questo bene comune, sia per chi viene in visita alla nostra città, porta d’ingresso della Costa d’Amalfi. In una città costiera, il benessere di una comunità si misura anche in base al rapporto con il mare. E’ direttamente proporzionale. Più lo vivi, più sei felice.” (Daniela Pastore)

“Sono passati 35 anni da quando, grazie alla lotta dei disoccupati, venivano realizzati stabilimenti balneari pubblici sul litorale cittadino. Strutture a basso impatto, sottoposte al piano stradale, con servizi a prezzi popolari. Una visione moderna di fruizione delle spiagge libere, una scelta che poneva Salerno all’avanguardia delle città di mare. Sono passati 20 anni da quando furono fatti passi ulteriori in avanti in quella direzione: assistenti alla balneazione su tutte le spiagge libere; servizi balneari di pubblica utilità sulla maggior parte di esse; il tentativo di sostituire le cabine esistenti con gli spogliatoi e rendere visibile il mare su tutta la lungomare orientale. Purtroppo ebbero la meglio gli interessi miopi di poche famiglie da sempre attive nella gestione degli storici lidi balneari.


Poi il vuoto. Il disinteresse totale nei confronti di una questione decisiva per determinare la qualità della vita nella nostra città. Soprattutto per le fasce più disagiate della popolazione. Oggi nessuna idea, nessuna visione. Decenni indietro rispetto all’APU “Fronte di mare”, che offriva alla città una prospettiva concreta del rapporto con il mare: un disegno urbanistico che era anche qualità della vita, crescita, lavoro.
Gli interventi di “ampliamento” della spiaggia in alcuni tratti di litorale sono da verificare sul piano ambientale, ma sono soprattutto una cosa monca, che rimanda la connessione con il territorio ad altre scelte e altri investimenti. Serve ben altro. Bisogna cominciare da subito ad immaginare concretamente l’assetto della zona orientale e, soprattutto, a modulare le scelte dell’amministrazione anche sulla base della ricaduta occupazionale che producono. Quali sono le misure di “sistema” previste per quella parte di città: urbanistiche, ambientali, relative alla mobilità? Niente. Silenzio assoluto. Incapacità totale di progettare il futuro, di intravedere sviluppo, di cogliere opportunità.
Anche il prossimo bando per la gestione di strutture leggere sulle spiagge libere è una toppa evidente all’assenza di programmazione. I servizi previsti sono del tutto insufficienti e per le attività di routine poteva essere attivato un PUC (Progetto di Utilità Collettiva) con i percettori del Reddito di Cittadinanza. Intervenire sulla qualità delle acque attraverso un adeguamento della rete fognaria rimane poi il grande sogno di tutti i salernitani. È evidente, manca un disegno generale, che tenga veramente assieme ambiente e sviluppo, per fare di Salerno una moderna città di mare. Ma il mare è un bene comune e ce lo riprenderemo”. Così il gruppo di Primavera Salernitana questa mattina sulle spiagge di Salerno, per il mare, bene comune.

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