All’alba di una riforma: la C delibera sul destino del calcio

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di Matteo Maiorano – Protocolli sanitari impraticabili, carenza d’impianti fruibili per gli allenamenti, sponsor indeboliti: quella che sarebbe dovuta essere la seconda primavera del campionato di C in realtà si presenta con contorni da scenario apocalittico. I sessanta club, divisi nei tre gironi che costellano la terza serie, corrono ai ripari provando a limitare danni che rischiano di portare al default l’intero sistema. Molteplici i problemi all’ordine del giorno: il macigno più pesante è quello relativo alle quattro squadre che guadagneranno l’empireo cadetto. Monza, Reggina e Vicenza sentono prossimo il traguardo, frutto di un cammino importante nei rispettivi gironi. Le capoliste sono tra i club che hanno affrontato le spese più ingenti, così come il Bari di De Laurentiis, per garantirsi una stagione da protagonista: se però il Monza sembra aperto all’ipotesi di chiudere la stagione entro l’anno solare, Reggina e Vicenza non chiudono all’ipotesi della cancellazione del torneo, a patto che ai club venga garantita la partecipazione al torneo di B 2020/2021. La piazza che ha fatto più rumore è Bari: i galletti hanno rappresentato una vera e propria cordata contro la promozione a sorteggio proposta dal presidente Ghirelli. L’idea di far salire in B una delle squadre piazzate entro le prime dieci posizioni dei tornei di C ha fatto imbestialire il club biancorosso (che in estate ha portato all’ombra del San Nicola l’esperto Antenucci, mettendo sul piatto un triennale a 500mila euro annui), che rischierebbe di vanificare i progressi di un percorso importante. I pugliesi avrebbero le medesime percentuali di salire in cadetteria della Fermana, nonostante i ventisette punti di differenza tra i club, senza dunque alcun vantaggio su eventuali concorrenti al salto di categoria. La proposta verrà messa a bando dalle società, le quali attendono con trepidazione la data del 7 maggio, quando sarà decisa la sorti del calcio italiano.

L’ASSEMBLEA

In videoconferenza le società delibereranno sul futuro della stagione. Nove i punti all’ordine del giorno: su tutti la proposta per la definitiva sospensione del campionato. Il presidente Ghirelli ha dichiarato che Monza, Reggina e Vicenza possono guardare con ottimismo al futuro, aprendo di fatto ad una promozione per meriti in via di acquisizione ai per i club al comando della classifica. Bisognerà aspettare ancora invece per conoscere la quarta società promossa: secondo alcuni sarà necessario attendere la seconda metà di giugno per vedere il pallone tornare a rotolare sui campi di serie C, mentre si fa largo l’idea che possano essere congelate le attuali graduatorie e si dia il via libera agli spareggi.

IL GIRONE C

Nel raggruppamento che coinvolge la maggior parte delle società del mezzogiorno il Bari è probabilmente l’unica a potersi permettere di mandare in ritiro il gruppo: la sinergia con il Napoli potrebbe permettere ai galletti di fruire dei campi siti a Castel Volturno, che peraltro saranno già utilizzati dalla truppa di Gattuso in caso di ripresa. Lo scenario, nel resto del girone, vede impraticabile la strada del ritorno al rettangolo verde.

IL CASO DI CAVESE E PAGANESE

Le due società salernitane restano alla finestra: nessuna delle due figura in piazzamenti che prevedono partite post-season: i metelliani sono a due punti dall’Avellino di Capuano, che rientra nel novero dei club coinvolti negli spareggi. La Paganese di Erra, dopo una prima parte di stagione entusiasmante, ha accusato delle battute d’arresto che hanno fatto scivolare il club azzurrostellato al quindicesimo posto, appena al di sopra dei play-out. I problemi sono all’orizzonte, con i presidenti che si troveranno a fare i conti con i mancati incassi dei botteghini e l’assenza di sponsor dettata dalla crisi economica. I danni per il club di Santaniello, relativi ai mancati incassi, ammontano a 48mila euro, mentre il club azzurrostellato vedrà volatilizzarsi una cifra prossima ai 41mila euro.

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