De Luca: «I Cacicchi? Sono nelle segreterie di partito a Roma»

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‘Sono d’accordo con Giuseppe Conte, dobbiamo solo capirci su chi sono i cacicchi, la tendenza è di fare un polverone, io gli ho dedicato un capitolo nel libro “Nonostante il Pd” il cui titolo non faceva riferimento alle vicende attuali. I cacicchi erano notabili, farabutti della America Latina, mica si sottoponevano a elezioni democratiche, al giudizio dei cittadini. Quindi il riferimento ai cacicchi quindi è completamente sbagliato, quando si parla dei politici”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a proposito dell’espressione utilizzata dal leader del M5S, Giuseppe Conte, a proposito dello “strappo” di Bari e in particolare alla frase secondo cui sarebbe stato al fianco del segretario del Pd, Elly Schlein, se lei fosse andata contro i cacicchi e i capibastone. ”I cacicchi che dobbiamo cancellare stanno a Roma, nelle segretarie dei partiti, quelli che non si sono mai presentati con la loro faccia in campagna elettorale perché non hanno neppure il voto della madre, sono quelli che non lavorano, nei territori si deve sputare sangue per cambiare la realtà. I cacicchi sono i cooptati, i miracolati, i parassiti, quelli sono da cancellare, sono quelli che prendono gli ex vitalizi da 7mila euro al mese, quelli che hanno la scorta per motivi di esibizionismo, io ho rifiutato la scorta quando mi sono insediato, a differenza del mio predecessore. I cacicchi sono quelli che dopo aver fatto presidente della Camera hanno la scorta, gli uffici, i privilegi, chi si sottopone al giudizio dei cittadini va rispettato, poi se è ladro, deve andare in galera. Sia dunque benedetto Giuseppe Conte, se ci mettiamo d’accordo su chi sono i cacicchi”

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