“Parola d’ordine: il vaccino”, Paolo Ascierto: “Dalla variante Delta potrebbero nascerne altre”

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Il ricercatore e medico del Pascale: “Dati preoccupanti, ma il fenomeno si può arginare. È sbagliato non vaccinarsi, è un terribile errore che ci costerà molto caro. Credo che paghiamo il prezzo di una campagna di informazione confusa. Mascherine all’aperto in Campania? Non è facile, ma scelta obbligata”.

di Martina Masullo

Oncologo e direttore dell’Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori – fondazione Giovanni Pascale di Napoli, Paolo Ascierto è considerato uno dei migliori ricercatori italiani. Da anni segue importanti progetti di ricerca e promuove campagne di sensibilizzazione ed informazione sulla cura dei tumori. Balzato agli onori della cronaca lo scorso anno, in pieno lockdown, per essere stato tra i primi – ovviamente insieme alla sua equipe – a proporre un farmaco per curare le forme più severe di Covid-19. Il “Tocilizumab”, il farmaco anti-artrite sperimentato anche dai cinesi che aveva determinato netti miglioramenti nella maggior parte dei pazienti che lo avevano assunto. Il dottor Ascierto ha ricevuto, proprio qualche settimana fa, la cittadinanza onoraria dal comune di Vietri sul Mare dopo che, l’anno scorso, era stato già premiato nell’ambito della manifestazione dedicata al dottore Michele Siani. Una delle personalità che meglio hanno incarnato lo spirito d’innovazione scientifica che muove il nostro paese e un’eccellenza tutta campana. E proprio sulla situazione Covid-19 e vaccini, in particolare in Campania, e tutte le questioni che vi orbitano attorno – varianti, caos AstraZeneca e stato degli studi sui farmaci contro il covid – ha voluto fare il punto della situazione e raccontare la propria opinione in merito.

Circa un mese fa, il commissario nazionale Paolo Figliuolo ha parlato di 4 milioni di “fantasmi” della vaccinazione. Tra questi, soprattutto over 60, circa 300 mila sono residenti in Campania. In una campagna vaccinale che, tutto sommato, procede a ritmo serrato come spiega questa reticenza?

“È sbagliato non vaccinarsi, è un terribile errore che ci costerà molto caro. Credo che paghiamo il prezzo di una campagna di informazione, soprattutto all’inizio, se non errata quantomeno confusa”.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha dichiarato che “senza i vaccini le scuole non apriranno a settembre” e ha parlato di una campagna vaccinale di massa sulla popolazione studentesca. Lei cosa ne pensa?

“La penso esattamente come il governatore De Luca. Per uscire dalla pandemia non c’è che la strada del vaccino di massa”

Il 25 giugno, la Regione Campania ha emanato un’ordinanza in cui si impone l’uso delle mascherine anche all’aperto. Si parla di file, mercati, trasporti pubblici, ma anche centri urbani, piazze e lungomari. Tecnicamente, stando anche ai dati attuali, quanto serve tenere la mascherina anche all’aperto?

“Non è facile tenere la mascherina a mezzogiorno, per strada, con il solleone. La scelta di De Luca è stata una scelta obbligata. Viviamo in una regione tra le più densamente popolate. Non possiamo fidare su una rete di mezzi di trasporti efficienti. Siamo purtroppo tanti, troppi, nei mezzi pubblici, al supermercato, per strada. E quindi, l’unica nostra arma di difesa è la mascherina, laddove è possibile il distanziamento sociale, e lavarsi le mani quanto più possibile”.

Tra le numerose varianti che a cadenza ormai regolare minano la speranza di un nostro ritorno alla (quasi) normalità, la variante Delta è quella che sembra preoccupare di più esperti e cittadini. È davvero così pericolosa?

“I dati non sono rassicuranti benché va detto che ad un’impennata di contagi provocati dalla variante Delta finora non è corrisposto un aumento di casi gravi né di decessi per Covid. Tuttavia, va tenuta alta la guardia in quanto da questa variante se ne possono generare altre. Inoltre i vaccini sembrano rispondere molto bene. Per questo non mi stancherò mai di dire che vaccinarsi fa bene a noi e agli altri”.

Si potrebbe parlare di vero e proprio disastro AstraZeneca. I (pochissimi) casi di tromboembolie dovuti al vaccino a vettore virale hanno terrorizzato la popolazione e rallentato la campagna vaccinale, almeno in Campania dove, dopo il caso AstraZeneca, le persone si sono mostrate diffidenti anche nei confronti degli altri vaccini. Sicuramente si è creata molta confusione. Ma l’errore è stato solo mediatico oppure bisognava essere più cauti con le somministrazioni?

“Non parlerei assolutamente di disastro. Tutti i vaccini sono efficaci allo stesso modo. AstraZeneca come gli altri. Le sperimentazioni hanno dimostrato che il vaccino risponde nel cento per cento dei casi. Ovviamente non esiste farmaco/vaccino che non possa presentare effetti collaterali. Fortunatamente si tratta di effetti collaterali molto rari. È giusto, tuttavia, che continuino i controlli di sorveglianza, ma in questo caso torniamo alla questione iniziale: la cattiva informazione”.

Dobbiamo aspettarci una nuova ondata di Covid-19 in autunno?

“Se riusciremo a vaccinarci tutti è meno probabile”.

Lei e la sua equipe siete stati tra i primi a proporre un farmaco, il Tocilizumab, per curare le forme gravi di Covid-19. Oggi, qual è lo stato dell’arte di questi studi?

“L’Oms ha appena pochi giorni fa promosso il Tocilizumab tra i farmaci da raccomandare nei casi gravi di pazienti colpiti dal virus. Nelle sue ultime linee guida l’Organizzazione mondiale della sanità ha scritto che il farmaco antiartrite avrebbe ridotto del 13 per cento la mortalità da Covid. Questo per noi ricercatori del Pascale è ovviamente un grande riconoscimento. Aver contribuito a dare una mano fattiva alla pandemia salvando tante vite umane non può che darci la carica a proseguire nei nostri studi”

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