Vuolo: “La politica torni sui territori. Azione e Iv decidano dove stare”

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Elemento di punta del “quadriumvirato” che reggerà Forza Italia nel salernitano (insieme a Giuseppe Ruberto Costabile Spinelli e Francesco Pastore), nominato ieri a Napoli, in una partecipata conferenza stampa, Lucia Vuolo è appena atterrata a Bruxelles quando risponde al telefono. “Sono particolarmente indaffarata – afferma – Anche perchè il 9 settembre abbiamo un importante appuntamento in Parlamento”. Si lavora senza sosta, infatti, per porre rimedio alla grave crisi energetica che potrebbe mettere, nel prossimo autunno, in seria difficoltà l’Italia ed il Sud. Il tutto mentre, dall’altro capo del telefono, a Salerno, regna il classico silenzio ovattato di un giorno infrasettimanale di campagna elettorale, fatto di piccoli incontri più che di grandi appuntamenti. Per quelli occorrerà attendere la seconda parte della settimana, con la venuta dei big regionali di Fi al Polo Nautico, venerdì sera, alle 19, e dell’ormai avversaria Mara Carfagna, che sarà protagonista di una conferenza stampa del Terzo Polo, in quello stesso Salone Moka in cui si è tenuta la prima conferenza stampa dei forzisti all’indomani del suo addio. Nei confronti dei centristi, tuttavia, l’europarlamentare di Forza Italia ha scelto di usare toni piuttosto pacati, pur nella differenza di vedute. Nonostante la distanza siderale tra le posizioni di centrodestra e Azione-IV, tuttavia, la Vuolo ha scelto di mantenere una linea moderata, per via del suo ingresso relativamente recente tra i forzisti.

Onorevole Vuolo, dunque, nonostante le difficoltà, il momento di un nuovo coordinamento provinciale azzurro è (finalmente) arrivato.

“E’ passato un po’ troppo tempo dalla dipartita di Enzo Fasano, e quindi giustamente, mancando venti giorni all’appuntamento, cercheremo di fare tutto ciò che è possibile”.

Le acque erano da un po’ di tempo agitate in casa Forza Italia: crede che ci si sia sviluppata, oggettivamente, una distanza siderale tra territorio e classe politica?

“Io penso che quando si è in un partito e si ha voglia di lavorare per questo, indipendentemente dalle posizioni personali, ognuno debba fare il proprio dovere. E’ vero che come classe politica siamo stati distanti dai territori, ma da quando sono stata eletta ho sempre cercato di stare vicino alla gente. Nasco come militante, come un’attivitsta politica, quello che io so fare è stare vicino alla gente. Da europarlamentare è un mio dovere ancora più forte rappresentare i cittadini dopo aver ricevuto i loro voti: senza il supporto del popolo tutta la classe politica non potrebbe esistere, e quindi dovremo sempre agire nell’esclusivo interesse degli italiani, del loro territorio: tutto questo dev’essere una priorità per ciascuno di noi. Le elezioni sono un abbraccio di fiducia dal valore non quantificabile: tanti genitori, tanti nonni, vanno a votare un politico, e lo fanno affidando a loro anche quella che può essere la sopravvivenza dei propri nipoti e dei propri figli. D’altra parte anche io sono un cittadino prima ancora che un politico”.

Qual è il suo parere sulla posizione assunta dal Terzo Polo, soprattutto alla luce della trasmigrazione di alcuni suoi colleghi salernitani di partito?

“Penso che il terzo polo debba decidere da che parte stare, molto sinceramente. Una volta Renzi dice di essere vicino al Pd, un’altra di essere vicino alla Meloni. Devono effettivamente capire da che parte stare: non possono pensare di fare la parte del centro moderato che guarda a destra o a sinistra a seconda della convenienza, è meglio che facciano una scelta di campo in maniera molto più netta. E’ un po’ come quando in un comune si dice che ci si pone al centro, e che si sceglie secondo coscienza secondo il bene dei cittadini. Ma io credo che in politica ci debbano essere delle scelte ben definite e delineate: di certo non sarò io a poter dire se faranno bene o male. Non a caso non sono entrata nelle polemiche che ci sono state oggi, è un anno che sono in Fi, e non voglio prendere parte a discussioni che non mi riguardano. Tutti meritano, ma bisogna che anche loro debbano dar conto di ciò che hanno fatto durante il percorso politico che hanno svolto”.

A Bruxelles e Strasburgo è corsa alle misure in vista di un inverno che si preannuncia particolarmente “caldo” sul fronte energetico. Lei, visto il suo passato nella Lega, è pienamente d’accordo alla linea dura sulle sanzioni a Putin?

“Non sono più nella Lega, ho fatto una scelta di campo per essere all’interno di un partito che sia molto più moderato e che guardi effettivamente ai problemi della gente, anche perchè, l’Europa è ormai il cuore pulsante di ogni singolo stato membro. Basti pensare, ad esempio, al blocco dei prezzi dell’energia, un’azione richiesta a più battute da Fi e dal partito popolare europeo. tant’è che saremo tutti il 9 settembre a Bruxelles per comprendere quelle che sono le mosse messe in campo dalla Commissione Europea e approvarle come Parlamento. Ancora, però, non abbiamo discusso in maniera completa sulle misure, dobbiamo comprendere la commissione come agirà a riguardo”.

Lei non sarà direttamente impegnata in questa competizione elettorale, ma avrà un ruolo rilevante in ambito provinciale oltre che comunitario. Quali ritiene debbano essere le priorità per il nuovo governo dell’Italia?

“Non possiamo permetterci di avere un’Italia a due velocità: serve maggiore sviluppo per il Mezzogiorno. Eletta da tre anni, ho sempre vissuto la mia vita cercando di andare avanti, facendo il mio lavoro, e analizzando a fondo le problematiche del Sud. Ho cominciato a dar voce a tutte queste, e cercherò di invitare i politici – ed in particolare i nostri parlamentari eletti – a non pensare esclusivamente alla campagna elettorale, ma esclusivamente al bene del territorio, senza aspettare il momento che precede immediatamente una candidatura successiva. Se molti dei nostri politici avessero lavorato effettivamente durante il loro mandato, saremmo decisamente più avanti”.

Cosa auspica, invece, per il governo del partito?

“La nostra sarà una battaglia molto forte, se l’ho presa in mano è perchè vorrei costruire qualcosa di concreto per i giovani del territorio, che nonostante tanta voglia di fare non riescono a trovare l’interlocutore giusto. Spesso, infatti, non riescono a crescere, nonostante le giuste potenzialità, a causa dell’arrivo dell’ “amico di turno”. Sarà nostro compito dare un corso diverso a questo partito ed iniziare un nuovo cammino”. 

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