Il ritorno a scuola tra ansia e desiderio di ritornare

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di Veronica Benincasa

Mancano pochi giorni, anzi poche ore alla ripartenza scolastica dell’11 gennaio. Ma i bambini, gli adolescenti, i giovani sono pronti ad affrontare il ritorno in classe? E come vivranno questo momento? L’ansia, probabilmente, la farà da padrona.

Nella fascia dell’infanzia il rientro a scuola non sarà semplice. In questo lungo periodo di stop, i più piccoli hanno vissuto accanto a mamma e papà continuamente. Non a caso, quando i genitori sono tornati al lavoro o li hanno lasciati ai nonni, i figli potrebbero aver pianto o pronunciato frasi coinvolgenti, come Mamma, ti prego, non andartene. In questa fase, i bambini hanno imparato a sollecitare il desiderio di stare in famiglia con parole emotive. E così avverrà, forse, con la ripresa della scuola. Ma gli adulti, di fronte a questi sentimenti più o meno reali, devono nutrire la certezza che la scuola e i luoghi di socializzazione sono il motivo per cui hanno investito una vita intera e provare a trasferirlo ai loro figli.

Per quanto riguarda gli alunni delle scuole elementari, in vista della ripartenza della scuola dopo le vacanze natalizie, così come ho avuto modo di constatare anche a studio in questi ultimi giorni c’è stata la comparsa di reazioni psicosomatiche, come la nausea, mal di testa, dolori addominali o vomito, perché le regole anti-covid a cui ancora dovremo sottoporci, costringeranno i nostri bambini e ragazzi ad adeguarsi a una nuova routine, in un ambiente di prova lontano dalla famiglia, che in questo periodo è stata il loro unico punto di riferimento.

Un po’ diverso credo sarà invece, per gli studenti delle scuole medie e superiori.

Gli adolescenti sono contenti di rimettere piede in aula, di rivedere i loro compagni e di ritrovare la quotidianità, ormai perduta, fatta di condivisioni, partite a calcio e momenti di svago comune. Tra loro, però, regna anche la paura di non essere all’altezza e di non riuscire ad affrontare questo anno scolastico così particolare. Alcuni di loro dovranno affrontare la tanto attesa e temuta maturità per esempio. Bisogna permettere loro di comunicare in modo efficace e assertivo, di far emergere i loro sentimenti, il loro diritti, le loro esigenze nel rispetto di loro stessi e degli altri. Sarà necessario consentir loro di poter essere liberi di esprimersi senza la paura di essere giudicati ed incoraggiati ad affrontare ancora una parte faticosa e difficile di questa pandemia, che per altri mesi purtroppo farà parte delle nostre paure, delle nostre difficoltà di progettare, del nostro desiderio di voler ritornare alla nostra vita di sempre. Uno spiraglio concreto e di luce in fondo al tunnel ce lo sta dando il vaccino, ma nonostante ciò dobbiamo fare ancora i conti con la richiesta di attesa e la tolleranza della sofferenza ad esso connessa che ormai dura da troppo tempo.

Cosa posso dire, di continuare così come abbiamo fatto in questi mesi a provare a restare nel momento presente, intenzionalmente e senza giudizio, con attenzione alle nostre più piccole necessità e bisogni per far si che l’attesa ormai spasmodica di un ritorno alla normalità possa diventare u po’ più tollerante.

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