Letteratura e Salerno. Parola a Saggese

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di Davide Bottiglieri

Fresco di nuova pubblicazione, “E’ Malacqua” di Annarita Caramico, Francesco Saggese della Saggese Editori si cimenta in un’analisi della risposta salernitana alla letteratura.

Salerno, città di lettori o provincia ancora editorialmente pigra?

Paradossalmente la città di salerno, rispetto alle grandi realtà si difende molto bene, è normale che i tanti lettori che vanta, sono racchiusi in piccole nicchie di interesse, e come in tanti contesti andrebbe incentivata sicuramente di più

Da editore, raccontaci potenzialità e punti deboli degli scrittori salernitani.

Potrei dire che sono quasi esattamente gli stessi punti forti e gli stessi punti deboli di qualsiasi altro scrittore italiano, con l’unica differenza però, che al di là delle potenzialità, per uno scrittore del sud è molto più difficile emergere in alcuni contesti editoriali importanti, riallacciandomi al fatto che l’editoria locale avrebbe bisogno di molti più incentivi, in termini di credibilità e amche creatività.

Come rispondono invece le librerie della città? c’è collaborazione?

Per mia fortuna ho la possibilità di lavorare con molte librerie della città, e soprattutto mi rendo conto che non è facile allacciare i rapporti con librai, quando inizialmente sei una piccola realtà, però il tempo mi ha dato ragione e ci sono contesti molto collaborativi pronti nel darti una mano.

Qual è l’interesse delle amministrazioni alle iniziative editoriali?

Personalmente ho sempre quasi avuto riscontri positivi in termine di presenza e partecipazione agli eventi, mentre noto che in ambito territoriale vengono svolte molte iniziative e eventi, ma sono dell’idea che si potrebbe fare molto di più.

Eventi e rassegne letterarie in città e provincia: ce ne sono abbastanza?

Come dicevo prima, la città di Salerno è un territorio che puntualmente tira fuori dal cilindro tante idee, alcune vanno in porto, altre meno, e personalmente, sarà per lo stop forzato dalla pandemia, sarà che sono ancora un piccolo editore, ma non ho mai avuto la possibilità di partecipare ad eventi letterari interni. Mai dire mai!

Cosa vorresti in più da Salerno?

Sicuramente un occhio di riguardo più intenso e profondo delle piccole realtà.

Cosa vorresti in più dai salernitani?

Una maggiore partecipazione e interesse agli eventi e soprattutto una attenzione alla letteratura locale, che merita tanto.

Cosa vorresti in più dalla Saggese Editori?

Sicuramente un pizzico di fortuna in più, visto che ho inaugurato questa piccola casa editrice esattamente 3 mesi prima della pandemia e in un attimo ci siamo dovuti adattare ai tempi, ma per fortuna mi sono circondato di validi collaboratori e sono convinto che il meglio deve ancora venire.

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