Penna: “A Salerno? Non aprirò mai più un locale nemmeno se me lo regalano”

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La crisi ancora morde la movida di Salerno città. A chiudere, stavolta – o, meglio, ancora una volta – è stato, di recente, uno dei locali “storici” della città: l’ex “Easyriders”, gestito dal “Black Roses” di Vincenzo Penna, che, proprio nella giornata di ieri, era intento a smontare le strutture della sua attività affidando ai social un comprensibile sfogo. Il suo pub di Via Vinciprova, infatti, è ancora oggi uno degli esercizi di maggiore successo a Salerno, frequentato anche e soprattutto da giovani salernitani, pur non trovandosi nell’area più frequentata da visitatori e turisti. Paradossalmente, a causa dei costi notevoli sia dei fitti, che delle utenze, che delle tariffe comunali, è stato proprio l’esperimento di “estensione” nell’area giudicata potenzialmente di maggior successo per gli esercizi commerciali ad avere la peggio, dopo appena due anni e mezzo: via Roma è cambiata, e non è più l’ “eden” degli esercenti. Sono ben lontani, purtroppo, i tempi del “boom” in cui aprire un’attività sulla storica arteria cittadina rappresentava un investimento dalla rendita sicura, indipendentemente dalla qualità dell’offerta.

Dopo meno di un anno di attività, la scelta di chiudere: il tentativo di risollevare le sorti di un locale storico di via Roma è purtroppo fallito. Come mai?

“L’ attività é durata due anni e mezzo. Un po’ per i due lockdown, un pó perché ormai via Roma non è più quella di prima, e ho deciso di chiudere. Ci sono state giornate in cui realmente gli incassi erano pari a zero. Poi, inoltre, con gli aumenti di luce e gas ho deciso che fosse arrivato il momento di abbandonare la nave prima che affondassi con lei. Ormai via Roma é finita: se non cambierà la mentalità delle istituzioni, nessun locale andrà avanti”.

Quali sono stati gli elementi che maggiormente hanno condizionato la sua scelta e quanto ha inciso il caro bollette?

“Il caro bollette ha inciso per il 20% sulla nostra scelta. Anche gli affitti altissimi sono stati un problema: di questi tempi via Roma è una strada in cui gli immobili non hanno più alcun valore: pagare 4000 euro al mese è una follia”.

Qual è il problema che affligge maggiormente, a suo parere, la movida salernitana?

“Il problema che affligge maggiormente la movida è rappresentato dalle istituzioni. Hanno aperto un parcheggio, quello di Piazza della Libertà, senza nemmeno pubblicizzarlo: in pochi lo conoscono. Inoltre, non si può trasmettere musica, altrimenti i potenti che hanno acquistato case in zone centrali si infastidiscono. Se non si cambia mentalità al Comune Salerno non andrà mai avanti. E tutto questo si riflette anche sulla stessa piazza della Libertà: è nuova di zecca, sta lì da un anno, ma non è stato organizzato nessun evento in particolare. Una piazza che avrebbe tante potenzialità ma nella quale non si è fatto mai nulla”.

Cosa è mancato, a suo parere, da parte dell’amministrazione comunale e delle istituzioni in generale?

“E’ mancata una mente giovanile: abbiamo provato, insieme ad altri esercenti, a portare al Comune delle proposte concrete per la movida, che erano di nostro interesse e che a nostro parere avrebbero reso la città più viva e appetibile. Ma nulla, secondo loro, era fattibile: anche se, a dire il vero, credo che non ci siano arrivati proprio a capire cosa intendessimo”.

Quali saranno le sue prospettive dopo la chiusura del suo locale?

“Ho un altro locale in via Vinciprova che continuerò a curare: ma di certo, in futuro, non aprirò mai un altro locale a Salerno, nemmeno se me lo regalano. Cercherò di investire all’estero”. 

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