Il sogno di Pasqua

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di Gaetano Stella

Aspettavamo la Pasqua, come una specie di spartiacque. Facciamo ancora un po’ di sacrifici e poi dopo Pasqua… Tutti avevamo immaginato una sorpresa, un cambiamento che fosse preludio di una cauta, ma decisa ripresa. E la Pasqua è arrivata e con lei sono ritornati tutti quei simboli che da sempre l’accompagnano: l’agnello (il sacrificio), la colomba (la pace e lo Spirito Santo) il coniglio (la prolificità e il rinnovamento), l’ulivo (la festa delle palme), la campana (la resurrezione), la croce (la cristianità), l’uovo (la vita e la rinascita). L’unica cosa che questa Pasqua non ha portato è quella sorpresa, quel tanto atteso cambiamento, finite le festività tutto sarà tristemente come prima… teatri chiusi, compagnie ferme, attività culturali in standby. Allora ho recuperato la mia postazione sul divano, ho riacceso il PC, sulla sinistra il cellulare, sulla destra il telecomando, finché vinto da un leggero senso di malinconia, mi sono addormentato e… ho fatto uno stranissimo sogno!

Mi trovavo in uno spazio pieno di sole e intorno a me c’erano tante, tantissime uova di Pasqua. Tutte avvolte in carte colorate e annodate nella parte superiore. Ce n’erano di piccole, grandi, alcune erano grandissime ed io mi muovevo con l’entusiasmo di un bambino tra di loro, toccandole e, soprattutto, scuotendole, come avevo sempre fatto, da piccolo, per sentire se dentro c’era la sorpresa. Che sensazione indimenticabile sentire “sbattere” qualcosa dentro l’uovo… che cosa sarà? La bontà del cioccolato, veniva molto ma molto dopo la gioia di scoprire la sorpresa! Ad un tratto, nel sogno, mi sono chiesto cosa avrei voluto trovare nell’uovo e, improvvisamente, mi sono venute in mente le cose che più mi mancavano. Ho cominciato ad aprire le uova e con grande emozione ho trovato copioni, costumi di scena, basi musicali e poi riflettori, microfoni, scene reali e virtuali, assi in legno di palcoscenico da assemblare, quinte da montare, fondali dipinti, insomma tutto un mondo Teatro che era stato ridotto in pezzi! A questo punto è accaduta una cosa straordinaria, ho alzato lo sguardo e ho visto chi mi aveva portato quelle uova: erano decine, centinaia, migliaia di uomini, di donne e di bambini che mi guardavano con gli occhi pieni di speranza, gli occhi di chi ha voglia di divertirsi, pensare, emozionarsi, sognare. Nelle uova c’era quello che io avrei voluto ritrovare, ma la vera, grande sorpresa è stato scoprire a quante persone, il ripristino di quelle cose, avrebbe portato gioia. Allora mi sono svegliato e ho cominciato a rimettere insieme i pezzi di quel mondo Teatro che manca a tutti. Nell’uovo c’è la vita e la rinascita: buona Pasqua e buon Teatro a tutti.

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