La staffetta radicale di Pannella e quell’uno vale uno pre 5Stelle che allargava le maglie della democrazia e della partecipazione

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di Enrico Marotta

Era una prassi Radicale ai tempi di Marco Pannella che chi veniva eletto al parlamento a metà legislatura lasciasse il posto al primo dei non eletti. La staffetta fu introdotta da Marco Pannella affinché passasse il messaggio che tutti erano parte della stessa idea radicale, una sorta di quel “uno vale uno” che poi fu cavallo di battaglia del primo M5S di grillina memoria. L’uno vale uno di Marco aveva però ben più nobili motivi, non era solo un modo per dare a tutti la possibilità di entrare nell’Assise nazionale o locale per cui ci si era candidati ma serviva ad avvicinare quante più persone possibili al Partito rendendolo come una casa politica con porte e finestre spalancate, un partito/movimento sempre aperto e sempre in lotta dentro e fuori i palazzi del potere. Tutti potevano sentirsi davvero protagonisti della storia radicale. Tutti facevano la storia radicale. Questa staffetta serviva ad allargare le maglie della democrazia di plastica che i sistemi elettorali costruivano con artifizi per avvantaggiare i partiti più grandi. I piccoli non contavano in parlamento, erano sottorappresentati ma fuori dal palazzo erano molto molto più grandi. Fece molto altro Pannella, vi ricordate gli innumerevoli Segretari Nazionali dei club Pannella?! non uno, non due ma credo di ricordare ben 7 segretari nazionali. I segretari erano a turno Vittorio Pezzuto, Benedetto Della Vedova, Gabriele Sorba, Guglielmo Castagnetti, Angelo La Russa, Giso Amendola , Angiolo Bandinelli. Un tentativo di allargare il partito, aprirlo a tutti, stare dentro profondamente al concetto di democrazia plurale, di tutti, andare contro a quel “Regime Spartitocratico” contro cui Marco ha lottato fino all’ultimo dei suoi giorni.

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