Una rosa per Norma

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Come ogni anno, anche questa domenica si è svolta l’iniziativa del comitato “10 febbraio”, una rosa per Norma in occasione del ricordo di Norma Cossetto la studentessa universitaria istriana torturata, violentata e gettata in una foiba dai partigiani di Josip Broz, meglio conosciuto come Maresciallo Tito, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. La sua storia è emblematica dei drammi e delle sofferenze delle donne dell’Istria e della Venezia Giulia negli anni dal 1943 al 1945, colpevoli semplicemente di essere mogli, madri, sorelle o figlie di persone ritenute condannabili dal regime partigiano, infatti molte donne in quegli anni vennero catturate al posto dei loro parenti e usate come ostaggi o per scontare vendette personali. Nell’estate del 1943, Norma gira in bicicletta per i comuni dell’Istria raccogliendo materiale per la sua tesi di laurea, intitolata L’Istria rossa e dedicata allo studio del territorio istriano. Il 26 settembre un gruppo di partigiani irrompe in casa Cossetto, prelevano Norma che decide di non collaborare con il Movimento Popolare di Liberazione. Al netto rifiuto, viene spogliata e legata ad un tavolo. Qui è ripetutamente violentata da diciassette aguzzini, e dopo giorni di sevizie viene gettata nuda nella foiba di Villa Surani, sita alle pendici del Monte Croce, vicino alla strada che da Antignana porta al villaggio agricolo di Montreo. È la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. L’8 maggio 1949, il Rettore dell’Università di Padova, Aldo Ferrabino, su proposta di Concetto Marchesi e del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, le conferisce la laurea ad honorem mentre l’otto febbraio 2005 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concede alla giovane istriana la medaglia d’oro al merito civile. In piazza Vittorio Veneto a Salerno, dinanzi al Monumento ai Caduti della grande guerra, anche quest’anno è stata depositata una rosa dinanzi l’immagine di Norma per non dimenticare, in quello che viene celebrato in tutta Italia, ove è presente il comitato, come Giorno del ricordo  e raccoglie soprattutto cittadini italiani che, pur senza avere un legame diretto o familiare con le tragedie delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, si accostano con particolare sensibilità a queste pagine di storia italiana. Ermanno Mandarino è, a Salerno, tra i promotori di questa iniziativa dove erano presenti molte persone che hanno voluto approfondire la storia di Norma. Inoltre il Comitato collabora con altre associazioni culturali, con scuole e con amministrazioni locali interessate a svolgere momenti di approfondimento sulla storia del confine orientale italiano.

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