Sette consiglieri lasciano Napoli “Non c’è confronto, via dalla maggioranza”

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A fare da portavoce durante l’ultimo Consiglio comunale dell’anno è stato Nico Mazzeo. Da “portavoce” per tutti quei colleghi consiglieri (sei più Pietro Stasi) che hanno espresso, con un documento e in aula consiliare, la volontà di uscire dalle file della maggioranza, non camminando più di fianco al sindaco Vincenzo Napoli e non sposandone più le scelte in merito a Palazzo di Città. Un’azione forte, decisa, quasi inaspettata e nuova. E proprio e questa mattina durante l’assise comunale Mazzeo ha rappresentato – in un discorso – le motivazioni che hanno spinto lui insieme a Donato Pessolano, Peppe Ventura, Corrado Naddeo, Leonardo Gallo e Pietro Stasi, a lasciare la maggioranza di Palazzo Guerra. “Alle nostre spalle c’è stato un percorso denso di emozioni, di momenti di riflessione approfondita e di condivisione assoluta che hanno caratterizzato l’avvio di questa consiliatura, di lavoro costante all’interno delle commissioni e nei quartieri con la gente, di confronto schietto e sincero con tutti i componenti di questa Assemblea, di soddisfazioni personali e del poter avere sempre la certezza di essersi spesi per il bene della collettività, ma – nostro malgrado – anche di molte amarezze, dubbi, delusioni che sono andate via via aumentando nel corso di questi anni. Ci siamo resi conto che il metodo politico – ha sottolineato Mazzeo – con il quale viene considerato il ruolo del consigliere comunale a Salerno è ormai divenuto inconciliabile con il nostro pensare ed il nostro modo di intendere la politica come servizio al cittadino. Senza l’acredine della rabbia, nè i veleni della vendetta, possiamo tranquillamente sottolineare come il progetto amministrativo nato con le elezioni comunali del 2016 sia fallito, essendosi trasformato fin da subito in un mero dettato politico da svolgere senza che i consiglieri comunali potessero incidere in alcun modo. Volevamo mettere a disposizione della comunità salernitana le nostre energie e tutte le nostre risorse personali, volevamo contribuire in modo fattivo e leale alla scrittura della Salerno del futuro, volevamo offrire il nostro cuore per superare – tutti insieme – le difficoltà quotidiane e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ma non ci è stato consentito. Ci siamo sentiti sempre più estromessi dai percorsi decisionali della macchina amministrativa, fino ad essere considerati semplici esecutori di volontà altrui da ratificare in questo Salone, dove nel 1944 – lo ricordo a me stesso – si riuniva il primo Governo dell’Italia liberata e tornata alla democrazia. Azzerare il valore della parte minoritaria di una maggioranza così ampia cercando di appiattirla ed uniformarla usando la forza dei numeri come un martello è azione di per sè antidemocratica, ancorché appoggiata su principi teoricamente legittimi in quanto rispondenti alla logica matematica. Abbiamo raggiunto la decisione di lasciare questa maggioranza per rispetto della nostra coscienza e dei cittadini salernitani, verso i quali sentiamo forte il dovere – assunto al momento del voto nel 2016 – di rappresentarli al meglio, cosa questa che ci è stata negata in modo evidente. Potremmo fare tanti esempi su come ci sia stato impedito di contribuire alle decisioni pubbliche. Ricordiamo – tra le tante – l’abolizione del Difensore civico, la messa in sicurezza del viadotto Gatto, lo spostamento del capolinea Busitalia da via Ligea a via Vinciprova, il tanto discusso restyling di Piazza Alario, le spese per l’igiene pubblica (30 milioni di euro con risultati deludenti), la sicurezza e la vivibilità dei nostri quartieri (con la città praticamente abbandonata dal tramonto in poi), l’utilizzo dei fondi pubblici per associazioni, assegni di cura e contributi abitativi (per cui occorrerebbe massima attenzione), la gestione delle società partecipate, i costi della stagione del teatro Verdi, la rivisitazione dell’evento Luci d’Artista, la mancata inaugurazione dell’Auditorium ed infine la vicenda delle cooperative sociali e della manutenzione del verde pubblico (questione delicatissima per la quale non abbiamo ricevuto alcun ascolto e che oggi è addirittura oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica)”. Infine l’annuncio probabilmente di una nuova “pagina” per la città di Salerno, già dalle prossime e imminenti elezioni amministrative: “La città e la sua gente meritano di tornare ad una gestione della cosa pubblica basata su modalità di espressione dell’esercizio democratico, dove al centro ci siano il cittadino e le sue esigenze quotidiane. Vogliamo andare oltre, proponendo un nuovo metodo di Governo: partecipato, plurale e inclusivo, per scrivere insieme le pagine di un nuovo libro chiamato Salerno.

Il Sindaco: “Molti di loro erano già in odore di trasferimento’’

“Ho appreso in Consiglio Comunale le determinazioni assunte da alcuni consiglieri che hanno deciso di lasciare ufficialmente la maggioranza. Sulla presunta mancanza di ascolto, sfido chiunque a dire che mi sottraggo a confronto e dialogo: la cosa è priva di fondamento ’’. Così il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli. “ Molti consiglieri erano già in odore di trasferimento altrove, già da due anni. Non condivido modi e tempo ma se qualcuno vuole creare una lista autonoma può farlo. Pessima cosa dal punto di vista della politica ma ci sta: se qualcuno ritiene di avere più chance, faccia pure. Mi dispiace per tutti, sono amici anche se fanno scelte radicalmente sbagliate”. “Evidentemente ci si vuole posizionare per un riscontro elettorale e quindi si fa una scelta autonoma. Sia ben chiaro: vado avanti con la mia maggioranza, per la mia strada, a testa alta e con onore. Chi ci sta, bene, chi non c’è, va bene lo stesso, ce ne faremo una ragione. Non mi dispiaccio, perchè in politica no ci si dispiace. Si lavora con coerenza, passione e onore. Cosa che io ho sempre fatto e sempre farò. Anche in questi difficili momenti segnati da Covid, ci sono sempre stato, in prima linea, insieme alla mia squadra e sempre ci saremo”, conclude il primo cittadino.

Dall’opposizione

Giuseppe Zitarosa ha annunciato il suo addio alla Lega di Matteo Salvini, ora rappresentata in aula consiliare a Salerno da Dante Santoro. Zitarosa ha annunciato la sua ‘indipendenza’ da gruppi politici e partitici. Inoltre nel corso dell’ultimo Consiglio comunale dell’anno, Peppe Zitarosa ha votato a favore degli strumenti finanziari e contabili sottoposti all’approvazione dell’aula dall’amministrazione comunale.

Assente giustificato , durante l’ultima seduta, il consigliere Ciro Russomando (Attiva Salerno)

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